agenzia-garau-centotrentuno
La tribuna della Sardegna Arena | Foto Andrea Baldinu

Razzismo, il Cagliari bandisce a vita tre tifosi

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Pugno duro alla lotta contro il razzismo del Cagliari Calcio.

La società rossoblu ha bandito a vita tre tifosi dal proprio stadio per comportamenti razzisti; i tre sono stati individuati dagli steward e da personale di sicurezza durante la stagione e non potranno accedere per sempre alla Sardegna Arena. Si tratta del primo caso in Italia di DASPO per atteggiamenti razzisti rilevati all’interno di uno stadio dopo il caso di un tifoso (o presunto tale) romanista che aveva offeso pubblicamente Juan Jesus sui social; in quel caso ci fu anche la denuncia per stalking e minacce aggravate da odio razziale da parte della DIGOS. Non è invece il primo caso nel calcio internazionale col Chelsea che ha bandito a vita un supporters che aveva insultato un giocatore del Manchester City a dicembre 2018.

Di seguito il comunicato ufficiale del Cagliari Calcio:

“Il Cagliari Calcio comunica di avere emesso tre misure interdittive rivolte ad altrettante persone riconosciute e denunciate per aver rivolto a giocatori avversari parole discriminatorie e offensive di carattere razzista durante le gare disputate alla Sardegna Arena nel corso degli ultimi mesi.

L’individuazione dei soggetti coinvolti, titolari di biglietto occasionale nei settori Distinti e Tribuna, è stata possibile grazie all’azione coordinata di steward e del personale preposto alla sicurezza interna del club. In ottemperanza al codice regolamentare in vigore, ma soprattutto a tutela dei tifosi del Cagliari, della città di Cagliari e di tutta la Sardegna, che in termini di accoglienza e rispetto non hanno certo bisogno di prendere lezioni, sono state irrogate sospensioni del gradimento perpetuo, che impediranno a chi si è macchiato di queste azioni deprecabili di entrare alla Sardegna Arena, per qualsiasi manifestazione, per sempre.

Il livello di attenzione e sensibilità atto ad impedire che nessuno possa compromettere i valori nei quali la Società e i suoi tifosi credono è e sarà sempre la priorità del Cagliari.”

LA NOTA DELLA LEGA – La Lega di Serie A ha commentato poi con una nota: “Complimenti al Cagliari e al presidente Giulini per aver dato seguito con azioni concrete a quanto annunciato in tema di lotta al razzismo. Questa è la strada da seguire – ha proseguito il presidente Paolo Dal Pino – per allontanare per sempre comportamenti incivili dai nostri stadi. Sarebbe auspicabile che l’interdizione  di questi soggetti fosse estesa a tutti gli altri stadi della Serie A in modo che, come avviene in alcune realtà all’estero, non possano più assistere ad alcuna partita di calcio“.

LA REAZIONE DELLA FIGC – Così la FIGC: “Il calcio italiano – le dichiarazioni del presidente Gabriele Gravina  sta combattendo una lotta senza quartiere contro il razzismo, per questo desidero congratularmi con il Cagliari Calcio per l’intransigenza che ha mostrato con questa decisione. La serietà e la determinazione del presidente Giulini sono sotto gli occhi di tutti, la Federazione sostiene con atti concreti lui e tutti i suoi colleghi in prima fila contro ogni forma di discriminazione, perché la piaga dell’inciviltà si può vincere solo scendendo in campo insieme. Il calcio italiano – conclude Gravina – ha bisogno di compattezza e condivisione di intenti per continuare quel processo di rilancio che di cui tutti siamo protagonisti. L’iniziativa del Cagliari, così come quella dell’Hellas Verona di pochi giorni fa, che ha dotato gli steward di body cam, concorre a creare le condizioni ambientali migliori per far vivere lo spettacolo del calcio con gioia e serenità. Sono segnali di grande responsabilità, cui mi aspetto seguano anche comportamenti conseguenti da parte di tutti i tesserati, ai quali rivolgo un invito ad abbassare i toni perché nelle ultime settimane abbiamo assistito ad atteggiamenti difficilmente tollerabili. Così come auspico che ci sia maggior rispetto per la classe arbitrale anche da chi è fuori dal nostro mondo, ma è spesso avvezzo alla polemica pretestuosa”. 

 

Al bar dello sport

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti