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Riva: “Temevo fosse un addio, ma è stato un inizio”

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La leggenda del Cagliari Gigi Riva è stato intervistato da Cuore Rossoblu: ecco un breve estratto.

“Non ho mai amato i momenti solenni, l’unico rito solenne del calcio sono i 90′. La maglia numero 11 ritirata? Si potrebbe assegnare a qualcuno, non sono un faraone, sono ancora vivo! Quando giochi poi il numero che hai sulle spalle te lo dimentichi. Non sono riuscito a vedere né lo spettacolo di Lay né lo speciale di Buffa, lo trovo faticoso”.

Sul suo passaggio a Cagliari: “Non ero mai stato lontano da casa fimo ai diciassette anni, oggi direi che quel viaggio era come se stessi tornando a casa mia. Temevo fosse un addio, ma è stato un inizio. Mi ambientai subito nei primi mesi, la cosa bella era il gruppo. Io leader? No, ce ne erano almeno altri sei”.

Sul mancato trasferimento alla Juventus: “Dopo la terza volta che rifiutai hanno capito che non mi sarei mai mosso, anche se mi chiamavano ogni anno e prendevano il discorso alla lontana per tentare di convincermi. Non l’ho fatto per amore di questa terra e per orgoglio, anche se nella testa qualche dubbio ti passava, ma ora sono convinto di aver fatto bene. Non essendo sardi abbiamo scelto di diventarlo, prima inconsapevolmente e poi consapevolmente”.

Sul Cagliari di oggi: “È una squadra vera, mi piace Maran ha una sua idea di calcio e sa gestire la rosa. La squadra ha diversi leader, la partita con la Lazio era vinta nei 90′ io non ricordo di aver mai fatto un recupero così. Gli uomini vanno giudicati quando perdono. Mi piacerebbe facessero una sorpresa alla Juve. Giulini? Il lavoro di costruzione della società è fatto con passione”.

 

 

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