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Riva: “Non esiste Mondiale senza l’Italia”

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Gigi Riva a tutto campo. La leggenda del Cagliari, in un’intervista al collega della Gazzetta Dello Sport, Alberto Cerruti, ha toccato diversi temi, tra cui anche un elogio a Nicolò Barella (vicino alle 42 presenze con l’Italia di Roberto Mancini) e il momento della squadra rossoblù in Serie B sotto la guida di Fabio Liverani. Di seguito i passaggi principali delle parole di “Rombo di Tuono”.

Parliamo allora di Barella, che contro l’Albania può raggiungerla nel numero di presenze in azzurro, a 42: che effetto le fa?

“Mi fa molto piacere e gli faccio i complimenti perché sta per tagliare un bel traguardo, che nessun altro sardo ha raggiunto. Io sono arrivato a quella cifra a fine carriera, mentre lui ha ancora tanti anni davanti e di questo passo arriverà a 80 partite come minimo, anche perché oggi si giocano più gare e con molte sostituzioni. Lo dico senza nulla togliere al valore di Barella, che per me è diventato il miglior centrocampista italiano, l’unico che sa fare tutto ed è anche capace di segnare tanto. Una bella soddisfazione per me, che l’ho conosciuto da ragazzino”.

Che ricordi ha di lui?

“Era poco più che un bambino e come tanti suoi compagni si iscrisse alla mia scuola calcio. Era un biondino sveglio, serio, aveva già personalità e tanta voglia di arrivare. E quindi sono particolarmente contento che abbia avuto successo. Mi ha fatto piacere vederlo anche nel film in cui parla bene di me e lo ringrazio perché mi è sempre stato riconoscente, anche se si è costruito da solo la sua splendida carriera”.

E come lei è diventato campione d’Europa a 24 anni…

“A questo punto, visto che mi ha raggiunto, gli auguro di superarmi evincendo il Mondiale che io ho solo sfiorato in Messico”.

Prima, però, bisogna qualificarsi al prossimo: come spiega la nostra seconda bocciatura?

“Non esiste che l’Italia sia di nuovo fuori dal Mondiale, ma non me la sento di fare colpe a Mancin perché da noi ci sono troppi stranieri ed è sempre più dura mettere insieme undici buoni giocatori se non si trova un rimedio per far giocare più italiani”.

A proposito del Cagliari, come spiega le recenti difficoltà?

“Mi spiace molto, perché soffre la squadra e noi tifosi. Credo che manchi un po’ di entusiasmo, ma c’è tempo per risalire perché il campionato di B è lunghissimo e non si fermerà nemmeno durante questo strano Mondiale. Anche se la cosa più strana è l’assenza dell’Italia. Perdere è brutto, ma non partecipare è peggio”.

La Redazione

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