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Rotta verso lo Spezia e la Serie A, quali segnali da Cagliari-Pisa?

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Due giorni di riposo prima di iniziare la corsa verso l’esordio in campionato di lunedì 23 agosto contro lo Spezia alla Unipol Domus. La vittoria contro il Pisa, al netto di un avversario inferiore sulla carta, ha dato le prime indicazioni sul Cagliari che verrà.

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Fondamentale

Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa perde ma non sa cosa trova. Leonardo Semplici è ripartito dalla rincorsa finale che ha portato la salvezza nella scorsa stagione, uomini in parte differenti, ma dettami tattici abbastanza simili. Non sono mancate le note positive, fermo restando che sia guardando ai singoli che alla gestione generale ha pesato una condizione atletica giocoforza non ottimale. Intanto la prestazione di Diego Godín, il cui destino è come noto ancora in bilico. Il Faraone ha disputato una gara di buon livello, ma è soprattutto la sicurezza data a tutto il reparto ad aver inciso. Il gol del raddoppio provocato da un suo colpo di testa, il controllo totale della fase di impostazione nella quale il legame con Strootman è stato la chiave e la voglia di dimostrare la propria importanza sono gli aspetti che sono emersi dalla gara contro i nerazzurri. Godín ha approfittato dei due giorni liberi per volare in Spagna, una visita a sorpresa all’amico ed ex compagno ai tempi del Villarreal Gonzalo Rodriguez assieme alla moglie e al suocero Pepe Herrera. Spagna che richiama al possibile passaggio al Betis Siviglia per il quale si attendono novità nelle prossime ore e che aprirebbe un buco nel reparto difensivo a disposizione di Semplici.

Segnali opposti

Tra gli aspetti positivi non si può non segnalare la gara disputata da Andrea Carboni. Il mancino di Tonara non solo ha retto senza problemi in marcatura, ma è stato soprattutto propositivo in fase offensiva. Sovrapposizioni costanti con Dalbert che hanno portato sia a un’occasione nitida dentro l’area avversaria sia all’assist per il gol di Deiola. Un dettaglio, quello della spinta dei terzi di difesa, che ha permesso al Cagliari di dare ulteriori soluzioni sulle fasce. Sul lato opposto non è apparso ancora pronto Walukiewicz, non tanto come difensore puro, ma in costruzione. Troppi gli errori in appoggio, pur con l’alibi di un fisico che lo porta a entrare in forma con maggiore ritardo rispetto ai compagni. Potrebbe però pesare l’aspetto mentale, nonostante le buone parole di Semplici il polacco sembra dover ritrovare convinzione nei propri mezzi. Sugli esterni hanno messo in mostra una buona condizione atletica sia Zappa che Dalbert, anche se entrambi – soprattutto il giovane ex Pescara – hanno spesso peccato in precisione. Dalbert ha fatto vedere anche una certa predisposizione al contrasto, mentre Zappa ha confermato alcuni limiti con interventi abbastanza leggeri sugli avversari. Da notare anche la spinta contemporanea dei due esterni, con quello opposto che è andato a chiudere l’azione sui palloni che arrivavano in area dall’altro lato. Più Zappa di Dalbert, il tutto grazie alla copertura del mediano-playmaker.

Classe e pulizia

Il fiore all’occhiello è stato il centrocampo. Partendo da un Deiola che ha espresso una condizione già ottimale, alla quale ha aggiunto la voglia di dimostrare la propria importanza e la capacità di scegliere i tempi di inserimento in verticale. Il gol del tre a zero siglato dalla mezzala di San Gavino ne è la prova. A dare però qualità e quantità al Cagliari di Semplici ci hanno pensato Strootman e Marin. L’olandese ha preso per mano la squadra, tra compiti di regia che lo hanno visto abbassarsi costantemente per iniziare l’azione abbinati a sventagliate sull’esterno o in verticale, senza tralasciare le giocate in appoggio corto semplici ma sempre pulite. Strootman è anche l’ago della bilancia nella fase di non possesso, non solo per l’innata capacità di fare filtro e proteggere la difesa con la chiusura perfetta delle linee di passaggio, ma anche per il suo sostare in aiuto ai centrali quando Walukiewicz e soprattutto Carboni si spingevano in avanti per supportare la manovra d’attacco. Con lui un Marin che ha confermato la crescita della seconda parte della scorsa stagione. Risolto l’equivoco tattico che ne penalizzava le qualità quando giocava da regista, il romeno ha preso di fatto il posto del Nainggolan dell’ultimo campionato. Con la palla in possesso del Pisa e la rinuncia alla pressione alta Marin si è abbassato come interno sinistro di centrocampo, mentre con il Cagliari in proiezione offensiva l’ex Ajax si è portato tra le linee nella posizione di trequartista. Così facendo sono risaltate la sua abilità negli inserimenti – ad esempio nel gol da lui stesso siglato – nonché quella nell’ultimo passaggio.

Lavoro sporco

Nessun gol, ma tanto lavoro e una ricerca della condizione ottimale testimoniata dal minutaggio concesso da Semplici. Joao Pedro e Pavoletti hanno fatto soprattutto il lavoro sporco, più il livornese del brasiliano, lasciando agli inserimenti di centrocampisti ed esterni il compito di attaccare gli spazi creati dai loro movimenti. Entrambi sono calati alla distanza, Joao Pedro ha messo in mostra le solite doti di cucitura dei reparti oltre che la ricerca della spazio verticale, mentre Pavoletti ha patito la mancanza di cross efficaci scegliendo quindi di dare maggiore apporto lontano dalla porta. Il centravanti livornese, anche per questioni fisiche, deve trovare ancora la condizione migliore, ma la sensazione è stata quella di un Joao Pedro che ha agito più da terminale offensivo rispetto al compagno di reparto.

Cosa manca

L’ultima nota data dalla gara è quella della profondità della rosa. Tra mercato e valigie pronte, Semplici ha scelto di dare più minuti possibili a quelli che a oggi appaiono come i titolari inamovibili. In attesa di capire il futuro di Godín, è evidente che il Cagliari avrà bisogno di nuovi innesti per garantire al tecnico maggiori rotazioni e maggiori possibilità di cambiare in corsa. Mancano diverse alternative, dal difensore centrale qualora partisse il Faraone al ricambio di Zappa, ma soprattutto in mezzo al campo è chiara l’assenza di rincalzi. Oliva ha le valigie pronte, Biancu è ancora da scoprire, così Semplici al momento deve sperare che Strootman e Marin non abbiano il benché minimo problema fisico. Senza dimenticare il nodo attaccanti. Quelli di scorta – Simeone, Cerri e Ceter – sono praticamente rimasti a guardare contro il Pisa e appaiono tutti prossimi a lasciare la Sardegna. Il lavoro di Semplici sembra a buon punto, ma ora è il momento che la società lo supporti regalandogli una rosa sì più snella – come dichiarato da Capozucca – ma senza che significhi incompleta.

Matteo Zizola

 

 

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