Stefano Udassi nel Ritiro biancoceleste al Borgo degli ulivi di Sorso | Foto di Alessandro Sanna

Sassari Latte Dolce, Udassi: “Non sarà una gita, vogliamo fare bella figura”

Vigilia di una giornata storica in casa Sassari Latte Dolce: domani 22 settembre ci sarà l’esordio assoluto della società biancoceleste nella Coppa Italia TIM contro il Sudtirol Alto Adige. La partita, che sarà giocata a Salò, sarà un banco di prova per gli uomini di Stefano Udassi. 

“Il Sud Tirol è traguardo che finalmente vediamo all’orizzonte dopo lunga attesa- le parole del mister-. Un test importante, che ci darà sicuramente avere indicazioni importanti in vista degli impegni in campionato e del lavoro svolto in fase di preparazione. Gli allenamenti congiunti svolti fra agosto e settembre sono stati certamente utili, ma ci hanno permesso di lavora quasi sempre sul possesso palla. Abbiamo bisogno di testarci ancora di più sotto l’aspetto difensivo, e la sfida di Coppa Italia in tal senso arriva al momento giusto. Il Sud Tirol è formazione di categoria superiore, disputa la Lega Pro ed è reduce da un campionato ai vertici interrotto solo dal lockdown. Mi aspetto che la mia squadra risponda presente sotto l’aspetto del sacrificio e della voglia di aiutarsi, sono convinto che i ragazzi si approcceranno al meglio, in tal senso, ad una gara oggettivamente difficile. Loro ci metteranno in difficoltà, noi dovremo appunto aiutarci e sacrificarci. Incontriamo una squadra molto forte, lo faremo con massimo rispetto e unità. Detto, questo: non andiamo certo in gita scolastica! Se vai in campo ci devi mettere voglia e determinazione. Vogliamo giocarcela. Vogliamo fare bella figura. Un test importante, s’è detto. E una vetrina importante, per tutti. Il primo turno di Tim Cup ci consentirà di scaldare le polveri, ci permette di entrare nel clima delle gare in cui conta il risultato e ci sono punti in palio. Casca a fagiolo, dopo sei mesi che non disputiamo una partita ufficiale e c’è la necessità di entrare in clima campionato. Ne abbiamo voglia e non vediamo l’ora di giocare. Giocare per vincere, lottare, soffrire tutti insieme quando occorre: una partita che ci voleva”.

“La nostra è una squadra che in fase di è stata assemblata considerando aspetti legati all’unità di intenti e alla voglia di sacrificarsi- prosegue il tecnico-. Un gruppo ad alto tasso di competitività, lo si vede in allenamento e nelle fasi di gioco. Questo è l’approccio che occorre avere, questa la mentalità che deve appartenere a questo gruppo, in aggiunta a tecnica e tattica. Tutti Elementi che servono per giocare bene, divertendosi. Perché a noi piace giocare al meglio delle nostre possibilità, ma divertendoci. Perché se ti diverti, a calcio, giochi meglio. Il Girone G? Il problema è la logistica, sono i tempi e sono i collegamenti a creare oggettive difficoltà. Non è assolutamente un discorso sportivo. Una società e una squadra che stanno crescendo e vogliono continuare a crescere affrontano le sfide sul campo con la consapevolezza che possono essere difficili. Ma soprattutto che più sono dure e toste, più c’è soddisfazione ad affrontarle a viso aperto con coraggio, personalità e determinazione. Il girone è difficilissimo, ci sono diverse squadre di blasone e valore. Per questo siamo ancora più motivati a fare bene”.

 

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