Sechi: “Torres, la mia verità”

Il presidente della Torres Salvatore Sechi ha parlato ai canali ufficiali della squadra rossobluin merito all’inchiesta che lo vede coinvolto insieme ad altre componenti societari.

“È stata una campagna diffamatoria con i titoli dei giornali che riportavano il nome della Torres. Mi dispiace che quei titoli così gravi si siano accomunati col nome di una gloriosa squadra con la realtà che è completamente diversa. Stiamo parlando di una società del passato della quale non ho mai fatto parte,  quegli eventi riguardano i rapporti fra le persone. La mia e la nostra Torres non c’entra niente, pur pagandone le conseguenze in termini di immagine che abbiamo tentato di ricostruire”.

“La situazione in quel periodo (nel 2016 ndr) era pesante perché la tifoseria che ha sempre amato questi colori chiedeva rispetto per questa squadra, aveva capito che quelle persone non potevano garantire il futuro. C’era stato un confronto, anche acceso, con Piraino che aveva dichiarato di non poter continuare quel campionato e chiedeva una mano per proseguire per evitare la radiazione. La città e tutte le sue componenti hanno reagito rientrando allo stadio e aiutando la squadra perché l’obiettivo fu solo di carattere sportivo, tutelando il nome della Torres. Una persona ha fatto delle accuse molto gravi e ne risponderà nella sedi opportune. Rapina ed estorsione, non esistono: era una società finita e abbandonata dagli stessi azionisti e soci che lasciarono solo Piraino. Noi abbiamo solo aiutato il nome della Torres, la società non mi interessava. I cronisti della testata che ha creato questa situazione imperdonabile, seguirono con attenzione tutto quello che riguardava quel periodo, con tutti i dettagli: oggi dopo tutto questo tempo ritornare con quei titoli lo ritengo un fatto vergognoso per questa città e questa squadra. I dirigenti di questa testata mi hanno più volte consigliato di lasciare il campo ad altri, come avete visto le ultime manovre in questa estate. Ho un progetto che si basa sulla deontologia sportiva e sulla conduzione della Torres: tutto quello che gira intorno, al di fuori di squadra e pubblico, non mi interessano”.

Sul futuro: “Sono stati due giorni dove ho dovuto dare molte spiegazioni e questa inchiesta mi ha creato tantissimi problemi. La gente e il calcio italiano non sa i dettagli delle vicende e quindi quanto si è citato il nome della Torres si è fatto un grande danno di immagine. Essere affiancato alle bufere sportive ha lasciato il segno e lo lascerà per un po’di tempo dopo anni di tentativi per ripulire questo nome. Imprenditori anche nazionali si sono avvicinati al nostro nome, questa operazione ha screditato tutto questo e lascerà il segno: lascerà il segno anche su di me, perché non so se avrò la pazienza. Voglio ringraziare la mia squadra, il vice presidente Carboni che ha subito anche lui questa infamia: grazie a i giocatori Che sanno cosa voglia dire questa maglia, allo staff e al mister Mariotti. Avevamo preparato tutto per il meglio, non è mai mancata la tutela della dignità: questa campagna di informazione mi da grossi sospetti sui tempi e le modalità con cui è stata eseguita”.

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