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Spal, Tacopina: “Mancosu voleva tornare a Cagliari, per me sarà sempre speciale”

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Dopo la separazione con Marco Mancosu, diventato ufficialmente un giocatore del Cagliari nella serata del 18 agosto (qui la news), il presidente della Spal Joe Tacopina ha parlato delle cause che hanno portato alla risoluzione del contratto con il fantasista cagliaritano. Questo un estratto delle dichiarazioni del numero uno spallino, raccolte da lospallino.com.

Le parole

La situazione di Mancosu è molto semplice, la spiegherò per evitare che ci siano speculazioni. Prima di tutto Marco per me è come un figlio, gli voglio bene perché è una grandissima persona. Però Marco voleva tornare a casa, in Sardegna. La moglie aveva questo desiderio, anche per la loro bambina. Arrivato ad un certo punto ha voluto mettere la famiglia al primo posto nella scala delle sue priorità, sicuramente prima della Spal“.

Alla fine Marco ci ha chiesto di risolvere il contratto in modo da poter andare e firmare un accordo che gli avrebbe garantito più sicurezza economica. Ovviamente a Cagliari potrà fare un percorso professionale anche una volta smesso di giocare. Penso sia uno dei suoi progetti per il futuro. Che si tratti di Mancosu o di chiunque altro il messaggio è sempre lo stesso: se la Spal non è la priorità di un giocatore allora non lo voglio qui, a prescindere da quanto sia forte sul campo o una brava persona fuori. A tutto questo va aggiunto il tema tattico, perché nell’attuale sistema di gioco della Spal Marco voleva giocare mezzala e non più trequartista. Quindi abbiamo fatto mosse per migliorare ulteriormente la squadra. Detto questo, voglio sottolineare ancora una volta quanto Marco sia una delle migliori persone che ho conosciuto in tutta la mia vita. Oltre a questo è uno dei giocatori di maggior talento col quale abbia avuto la possibilità di lavorare e in maniera totalmente sincera gli auguro il meglio per il suo futuro, eccezion fatta per la partita del 27. In circostanze del genere sarei molto arrabbiato, ma non riesco a esserlo con Marco perché è un essere umano speciale e lo considererò sempre tale“.

La Redazione

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