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Marco Spissu | Foto Luigi Canu

Spissu: “Volevo uscire dalla comfort zone e alzare il mio livello”

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Marco Spissu ha iniziato la sua prima stagione all’estero con la maglia dell’UNICS Kazan, squadra impegnata nella VTB League e in Eurolega. L’ex Dinamo Sassari ha parlato su Twitch nella trasmissione Area 52, condotta da una delle voci del basket di Eurosport, Andrea Solaini.

Sul trasferimento in Russia
“All’inizio non è stato facile, devo essere sincero. È una realtà completamente diversa, devi arrivare con una mente aperta. Ora mi sto trovando veramente bene”.

Lavoro con il coach a livello individuale e di squadra
“Stiamo lavorando veramente tanto. Perasovic è un coach molto esigente, stiamo cercando ancora di conoscerci, di trovare la quadra come squadra. Mi ha chiesto di giocare come so giocare, di prendermi i tiri che devo. Quando sei uno straniero e non produci è difficile stare in campo, devi sempre far qualcosa. Loro si aspettano tanto da me, principalmente in fase di realizzazione, l’altro compito è quello di difendere e di essere il play della squadra”.

Sulle condizioni fisiche
“Sto bene, ho avuto il primo periodo un po’ così perché passare da un metodo di allenamento a un altro non è facile. Mi sono abituato, sto bene, in estate si è alzato un polverone, si è macchiata un po’ la mia immagine ma chi deve sapere sa. Io sto bene, sono in campo e conta questo. Con la mia agenzia c’era il progetto di arrivare in Eurolega passando per Malaga che è una piazza importante. Poi è arrivata questa opportunità e non ho potuto dire di no e sono veramente contento”.

Sui compagni di nazionale e di squadra
“Pajola e Mannion sono due giocatori veramente forti, di talento, possono stare tranquillamente in Eurolega anche essendo giovani. Devono fare degli step a livello di esperienza ma il tempo è dalla loro parte. Spero che facciano benissimo con la Virtus, che conquistino l’Eurolega sul campo perché sarebbe una consacrazione. Zaytsev ha meno tiro di me ma fa girare benissimo la squadra, Brown invece ha tutto e possiamo giocare anche insieme vista la sua stazza fisica”.

L’estero per crescere
“Volevo andare all’estero per uscire dalla comfort zone. Potevo firmare dieci, quindici anni, a Sassari, restare fino a fine carriera e diventarne una bandiera, essere il capitano, ma non era quello che volevo. Volevo ambire a qualcosa di più alto, alzare il mio livello e questo era lo step da fare. In Italia c’è solo Milano che gioca l’Eurolega e io ero sotto contratto con la Dinamo e c’erano un po’ di problemi su questo, poi è arrivata questa opportunità ed era quello che davvero volevo”.

Su VTB ed Eurolega
“La VTB League è un campionato molto tosto, più fisico rispetto alla Serie A. A livello tecnico penso che la Serie A sia però superiore. Ho imparato in queste poche partite di EL che bisogna essere subito aggressivi, che non puoi aspettare la partita. Devi entrare in campo concentrato e forte, perché magari non ho i minuti che giocavo l’anno scorso e che mi permettevano di aspettare la partita. Devi sfruttare ogni occasione che hai, se in Eurolega si entra titubanti si finisce per essere schiacciati. Il play è un ruolo importante, se ti fai vedere insicuro è la fine. Bisogna essere aggressivi, farsi rispettare ed essere duri in difesa.
Ci sono parecchi giocatori a cui mi potrei ispirare. Nel mio ruolo ce ne sono tanti, James, Larkin, Wilbekin. È bello provare a rubare qualcosa, qualche segreto sul gioco e sull’approccio alla gara. Hanno più libertà nel sistema perché sono campioni ma a 26 anni posso ancora imparare qualcosa.
L’organizzazione qui è pazzesca. Studiamo gli avversari ogni giorno tra video e campo. Non sarà facile, è il primo doppio impegno ma bisogna giocare al massimo, avendo già perso due partite dobbiamo rialzarci perché l’Eurolega non ti lascia tempo. Adesso pensiamo al Bayern e solo dopo al Fenerbahce”.

Matteo Cardia

TAG:  Basket
 

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