Stadio Cagliari, il Consiglio dà l’ok

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

VIDEO – L’aula di Palazzo Bacaredda, nell’ultima seduta prima dello scioglimento e delle nuove elezioni, dichiara il pubblico interesse relativamente al nuovo progetto preliminare proposto dal Cagliari Calcio.

Dopo il parere positivo della commissione Lavori Pubblici, ecco che anche il Consiglio comunale di Cagliari ha dato il suo placet per la dichiarazione di pubblico interesse. Presenti: 21; 15 Favorevoli e 6 Astenuti.

Il tweet di Giulini a commento dell’esito positivo: Un altro passo importante verso il nostro sogno, quello di Cagliari e di tutti i sardi. Con ancora più impegno continuiamo a lavorare per presentare il progetto definitivo de #lanostraCasa.

CLICCA QUI PER TUTTI GLI INTERVENTI IN CONSIGLIO COMUNALE: chi a favore, chi astenuto e chi contro? | IL RACCONTO DELLA DISCUSSIONE!

Si tratta di un passaggio importante e fondamentale per l’iter verso la realizzazione dell’impianto che dovrà essere casa del Cagliari Calcio nonché fiore all’occhiello del capoluogo, in sintonia con la riqualificazione del quartiere di Sant’Elia. Un’opera da quasi 77 milioni di euro (rispetto ai 65 del precedente studio di fattibilità), 10 dei quali a carico del Comune di Cagliari, che concederà l’opera per 51 anni.

La votazione dell’aula consiliare ha all’oggetto la variante che parte dal passaggio dai 21 mila posti del precedente preliminare già approvato ai 25 mila attuali, predisponendo – già in sede progettuale e di pianificazione economica-finanziaria – l’ampliamento a 30 mila in caso di assegnazione degli Europei 2028 all’Italia, come da indicazione della FIGC. Quella che ha convinto il Cagliari a fermarsi, rivalutare e ripartire.

Determinante l’inserimento della delibera nell’ordine del giorno del Consiglio comunale nel pomeriggio di mercoledì, agli sgoccioli della consiliatura che chiude i battenti in anticipo per via delle dimissioni di Massimo Zedda, pronto a passare in Consiglio regionale da capo dell’opposizione, come conseguenza del voto del 24 febbraio scorso.

Fabio Frongia