Stadio, ok dalla commissione Lavori Pubblici

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La Commissione Lavori Pubblici ha dato l’ok alla variante del progetto del nuovo stadio di Cagliari.

Sono stati 5 i voti favorevoli, 1 contrario, 4 gli astenuti. La delibera passa ora in Consiglio comunale per l’ok con la dichiarazione di pubblico interesse, passaggio fondamentale nell’iter verso il nuovo stadio di Cagliari.

Assente Balletto. Astenuti Floris, Lai (“Perché non abbiamo avuto il tempo di consultare la delibera e confrontarmi con i miei compagni di aula), Ibba (“Non entro nel merito del progetto non avendo la tempistica sufficiente per vedere i documenti della variante”), Onnis (“Mi astengo con particolare imbarazzo, avevo avuto modo di chiedere accesso agli atti tra agosto e settembre chiedendo lumi sulle tempistiche, tutti siamo proiettati positivamente su questa opera fondamentale per il calcio e la città, ma da rappresentante dei cittadini ci vuole una scelta consapevole per esaminare la quale non ci sono i tempi adeguati”). Favorevoli Rodin (“Favorevole come tutto il gruppo del PD perché riteniamo il progetto molto importante per la città dopo molti anni. C’è ancora molto da fare, dispiace che rimangano per esempio i Palazzoni di Sant’Elia che non sono di proprietà comunale ma che spero siano oggetto dei lavori del prossimo Consiglio comunale”), Melis, Lecis Cocco Ortu, l’Assessore Chessa, la presidente Puddu, Dettori.

Le parole dell’assessore ai Lavori Pubblici Chessa. “Di fatto questa pratica la ha affrontata il sindaco in prima persona, più che l’assessore, io come il mio predecessore. La realizzazione del nuovo stadio è importante proprio perché deve rappresentare occasione per riconnettere Sant’Elia al resto della città. Se non saremo in grado di far sparire i quartieri popolari come agglomerati di problematiche, bisognerà fare in modo che le vie di stigma diventino strade verso aspetti virtuosi”.

Diverse le osservazioni all’interno del dibattito nella Commissione, con alcuni che hanno rilevato come “dovesse essere il sindaco a presenziare essendo lui l’artefice e coordinatore di tutto il progetto, al di sopra dei vari assessori coinvolti in questi anni”.

Questo il punto della situazione fatto in fase iniziale del dibattito in Commissione. 

Siamo qui non per mettere in discussione quanto fatto, ma perché negli ultimi due anni sono cambiati alcuni parametri in quanto la FIGC ha inviato una nota al Cagliari Calcio per valutare la possibilità di portare la capienza da 25 mila a 30 mila spettatori per poter ospitare eventi calcistici targati FIFA e UEFA. Il Cagliari Calcio ha chiesto una variante della capienza, visto che nel 2016 essa fu oggetto di dibattito in Consiglio comunale. I 21 mila posti erano calibrati sulla dimensione e le caratteristiche della società e della città. Per questo il club proponente ha chiesto una variante al Consiglio Comunale. Non cambiano gli accordi del 2016, il proponente si occuperà della demolizione del vecchio Sant’Elia, le misure non variano, la proposta del Cagliari e passare da 21 mila a 25 mila ampliabili eventualmente a 30 mila in caso di partecipazione a eventi internazionali (es. gli Europei di calcio del 2028, ndr). Il Cagliari progetterà uno stadio predisposto per l’ampliamento a 30 mila. Esso non prenderà altro spazio nella superficie a terra, ma si svilupperà in altezza. Il problema delle cubature in altezza fu oggetto del dibattito nel 2016, così come delle ultime Conferenze di Servizi. Qui sono stati trovati tutti gli accorgimenti, con indicazioni ben precise (25 pagine di verbale) alla società Cagliari Calcio affinché presenti un progetto a norma e conforme ai dettami. Nessuno ha posto divieti o limitazioni all’altezza massima, in quanto non ci sono vincoli da quel punto di vista. Si trattava di soddisfare le indicazioni degli enti preposti che puntano a curare l’aspetto paesaggistico e al fatto che non venga intaccato il paesaggio in modo significativo e permanente. Lo studio di fattibilità non aveva superato l’esame della conferenza di servizi, così gli enti preposti alla cura degli aspetti ambientali e paesaggistici hanno rimandato il proponente ad un riesame. Il Cagliari Calcio ha ripresentato lo studio corretto e integrato sulla base delle indicazioni ricevute dai vari enti, fondamentali per stilare il progetto definitivo. Le indicazioni, come fu deciso nel 2016, sono quelle che il progetto definitivo del Cagliari Calcio dovrà dare informazioni puntuali sulla riqualificazione del quartiere di Sant’Elia, ricucendo quella zona al resto della città. L’obiettivo delle linee guida approvate nel 2016 era proprio quello di riqualificare Sant’Elia e ricollegarla alla città. Stiamo ripassando in Consiglio comunale perché ci fu una mozione, che non venne accolta, che invitava a rivedere al rialzo la capienza, dai 21 mila posti iniziali. La società ha rivisto il piano economico-finanziario, arrivando a 77 milioni di euro più Iva dai 65 milioni di euro più Iva iniziali, 10 dei quali a carico del Comune di Cagliari. Non ci sono spese aggiuntive per l’amministrazione comunale. Di fatto il Cagliari ha investito ulteriori dieci milioni di euro. Il vincitore della gara diventerà concessionario, si occuperà di demolizione e costruzione della nuova opera”.

*in aggiornamento