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Storari: “Stagione 2015-2016? Rastelli un vincente, quel Cagliari non mollava mai”

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Quella del 2015-2016 è stata la stagione dell’immediato riscatto del Cagliari. L’ultima in Serie B, prima di sei stagioni in una massima serie conquistata con un campionato da assoluta protagonista terminato in prima posizione. Tra gli uomini più importanti del gruppo guidato da Massimo Rastelli c’era anche Marco Storari, portiere già determinante nella salvezza del 2008 raggiunta con Ballardini in panchina, e che nel 2015 decise di tornare in Sardegna. L’ex estremo difensore rossoblù, oggi dirigente della Juventus nell’area sportiva, ha parlato di quell’annata in un’intervista rilasciata a La Nuova Sardegna. Un estratto.

Sul ritorno in Sardegna

Tornare nel 2015 è stata una scommessa? Sì, perché ero alla Juventus. Riserva, ma pur sempre nella squadra più titolata d’Italia e con una bacheca ricca di trofei. Decisi di venire in Sardegna dopo aver parlato con il presidente Giulini. Lui, dopo la retrocessione, era molto carico. Negli occhi si leggeva la voglia di rivincita, di far tornare subito la squadra in A. Il progetto era interessante e così alla fine feci il gran passo: tornare a Cagliari per provare a vincere il campionato di serie B“.

Su Massimo Rastelli

Rastelli? Un tecnico vincente. Aveva già dimostrato di essere preparato e nel Cagliari riuscì a guidare nel migliore dei modi una corazzata, amalgamando bene giocatori molto forti e formando un gruppo che ha creduto nella promozione sin da subito“.

Sulla stagione 2015-2016

Penso che avremmo potuto conquistare la promozione già prima della terz’ultima giornata di campionato. Ma anche se hai a disposizione una formazione fortissima, una cosa è quello che hai sulla carta e un’altra è dimostrare il proprio valore sul campo. Ci fu il Crotone che a lungo ci contese il primo posto, ma alla fine, con la vittoria di Vercelli ci prendemmo la soddisfazione anche di chiudere al primo posto. I risultati in extremis? Era così quel Cagliari. Credeva fortemente nelle proprie qualità e non mollava mai. Ma questo va sempre fatto, lo ripeto ai giovani della Juve: sin che c’è partita, c’è speranza“.

La Redazione

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