Fabio Aru al Tour de Colombia, unica gara disputata nel 2020

Tour de France: vento sferzante, Pogaçar e Aru staccati

Settima tappa che sulla carta sembrava abbastanza transitoria al Tour de France prima dell’arrivo della carovana gialla sui Pirenei, ma il vento ha complicato i piani di alcune squadre, sopratutto quelle dei velocisti e poi quelli della UAE Emirates: il team di Pogaçar e Fabio Aru si è fatto sorprendere nei ventagli creati nel finale da INEOS e Astana. Il risultato è oltre 1′ di ritardo che ridimensiona le ambizioni dello sloveno e di altri uomini di classifica come Porte e Landa; a ottenere il successo di giornata è stato Wout Van Aert (Jumbo-Visma)-

La cronaca: Non è stata  una frazione semplice; nei primi chilometri di gara la Bora-Hansgrohe ha fatto un grande ritmo approfittando del vento e della prima salita di 3ª categoria. Il plotone si è spezzato in vari tronconi, con vari favoriti di giornata obbligati a un vano inseguimento. A distacchi consolidati e velocisti eliminati ci ha pensato il solito De Gendt a rianimare la corsa con un tentativo in solitaria ai -95 km dal traguardo: il coraggioso belga viene ripreso dopo una sessantina di chilometri all’attacco, in corrispondenza di un nuovo tentativo d’attacco da parte stavolta della INEOS e poi dell’Astana che riallungano il gruppo. A farne le spese tra gli altri Pogaçar, Landa, Porte e anche il sardo che sono rimasti in un secondo gruppo che non è riuscito a chiudere il gap. Il gruppetto di 40 è andato fino all’arrivo ed è stato regolato da Wout Van Aert che ha ottenuto il suo secondo sigillo in questa edizione: alle sue spalle hanno chiuso il norvegese Boasson Hagen (NTT) e il francese Coquard (B&B Hotels) Il secondo plotoncino col Cavaliere dei Quattro Mori (53° al traguardo) è giunto a 1’21”. La classifica generale vede sempre in testa un attento Yates con 4″ su Roglic e ora il francese Martin a 9″;  precipita al 16° posto Pogaçar, Fabio Aru è 28° a 5’06”.

A fine tappa lo sloveno Pogaçar ha spiegato il motivo del ritardo: “Sapevamo che nella parte finale sarebbe stata dura, ci stavamo riportando nelle prime posizioni, ma abbiamo avuto una caduta davanti (alcuni uomini della Bahrain ndr) che ci ha rallentato. Abbiamo provato a chiudere il gap ma la velocità era alta. La squadra ha fatto di tutto per limitare il distacco, è poco più di 1′ non è l’ideale ma non sono preoccupato. Ci proveremo nelle prossime tappe”.  Cambiano un po’ i piani della UAE Emirates per i prossimi giorni che si preannunciano molto caldi: domani (sabato 5 settembre) infatti arrivano i primi Pirenei con la Cazères-Loudenville di 141 km. Frazione breve, ma ci saranno da scalare il Col de Menté, il Port de Bales e il Peyresourde la cui cima sarà a 11 km dal traguardo.

Matteo Porcu

 

AL BAR DELLO SPORT

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