Fabio Aru

Tour de l’Ain: Primoz di nome e di fatto, stoico Aru buon 7°

Un’altra prova positiva per Fabio Aru che ha chiuso con un’altra Top10, la seconda in tre giornate di gara: il villacidrese ha chiuso 7º nella seconda tappa del Tour de l’Ain dominata dagli uomini della Jumbo-Visma: a vincere la tappa e conquistare la maglia di leader della generale è stato il campione sloveno Primoz Roglic che ha concretizzato l’incredibile sforzo della squadra olandese che lancia ufficialmente il guanto di sfida alla INEOS in vista degli appuntamenti più importanti della stagione.

La cronaca: Cinque attaccanti (Hanninen, Guglielmi, Politt, Bernard e Rosskopf) si sono avvantaggiati sin dai primi chilometri di corsa, poi è arrivato il contrattacco del francese Sicard (Direct Energie) sul Cote de Giron: il gruppo inizia a sfilacciarsi sotto l’azione violenta della Jumbo-Visma sul Col de Menthieres e va progressivamente a riprendere i fuggitivi. Il Cavaliere dei Quattro Mori ha perso contatto a causa del ritmo infernale del team giallonero, rimanendo comunque a pochi secondi dal plotoncino dei migliori che è andato a riprendere l’ultimo attaccante, il finlandese Hanninen: davanti sono rimasti solo i Jumbo Bennett, Roglic, Kruijswijk in compagnia di Bernal, Quintana e Mollema, poi raggiunti nella discesa successiva da Castroviejo e Conti. Kruijswijk è scattato sull’ultima salitella costringendo a lavorare le altre squadre, Bernal è andato a chiudere la sua azione e il gruppetto si è giocato la vittoria in volata: a prevalere è stato Roglic sul colombiano Bernal e il romano Valerio Conti. Il sardo con un grande finale è riuscito a limitare il gap arrivando a 14″ in settima posizione. La classifica generale vede ora in testa Rogli, seguito a 10″ da Bernal, a 12″ da Conti: Aru è 7° a 31″ con lo stesso svantaggio dello spagnolo Herrada della Cofidis che l’ha preceduto nella volata odierna.

Domani il grande finale con la Saint-Vulbas-Grand Colombier di 144 km con due GPM di 1ª categoria (Montée de la Selle de Fromentelle e il Col de la Biche) e l’ascesa finale ai 1496 metri (17,8 km al 7 % medio).

Matteo Porcu

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