Walter Zenga durante la conferenza di presentazione

Zenga: “Attenzione a Birsa, a me piace molto”

Walter Zenga è intervenuto su Instagram insieme all’ex difensore e commentatore televisivo Daniele Adani: ecco alcuni degli spunti che ha dato il tecnico del Cagliari lungo il corso della diretta.

Sui metodi di allenamento: “La tecnologia può essere un supporto per studiare le partite, ma per me conta sempre di più l’occhio di un allenatore. I dati sono miliardi, ci vuole tempo per analizzarli: a me è capitato di mandare sempre gli osservatori nella tribuna opposta di quella centrale dove ci sono le telecamere. Quando allenavo in Romania e in Turchia avevo le telecamere dietro le porte per vedere più angolazioni  le azioni interessanti. Si usano i droni, ma qui a Cagliari usiamo un aggeggio per vedere le azioni dall’alto da almeno 3 metri. Quando ho iniziato negli Stati Uniti ho osservato quanto faceva l’head coach del New England del football americano che guardava le partite dall’alto: avere un punto d’osservazione dall’alto può essere vantaggioso. Rapporto con gli allenatori dei portieri? Non ci metto quasi mai il becco, non ho mai fatto pesare il mio ruolo Il futuro? Un allenatore deve sempre aggiornarsi, deve stare al passo con i tempi: l’età per me è solo un numero, ho sempre ambizione. Cagliari lo vedo come una base straordinaria, non come un trampolino di lancio per altre società: vorrei che tra un anno siamo qua a parlare di quanto possa aver fatto bene e vedere i tifosi contenti”.

Sul primo periodo passato a Cagliari e la ripresa del campionato: “Finora ho fatto una settimana di allenamento e un’amichevole con l’Olbia: la squadra l’ho allenata e ho visto già diverse cose. Quando ero in quarantena insieme allo staff avevamo già programmato degli allenamenti a gruppi di 4-5 persone come si vociferava si potesse fare e varie sedute in smart working. Leggi che il calcio vuole riprendere e vedi commenti “Come si fa?” o “Troppo presto”, il problema è che dovremmo riniziare tra 40 giorni e non domani: se saremo in queste situazioni tra così tanto tempo, saremmo messi male tutti non solo il calcio, ma anche chi non lavora e non guadagna. Noi in questo periodo ci prepariamo a riprendere e sarà importante seguire le direttive non solo dal punto di vista medico ma anche dal punto di vista fisico.  Se riprenderemo, non sarà il campionato di prima: sarà un qualcosa a sé dove magari saranno favorite delle squadre in rampa di lancio come l’Atalanta o il Verona che hanno un’identità ben definita, ma al tempo stesso non giocare da tre mesi diventa una grande incognita.  Non ho chiamato tutti i giorni i miei ragazzi, in questi giorni è intervenuto il preparatore atletico: tapis roulant e cyclette ti tolgono reattività, quindi ho suggerito di usare un po’ il pallone anche in casa. Dobbiamo stare attenti ai carichi di lavoro e pensare che ci saranno 13 partite da giocare in 40 giorni: la bravura dello staff tecnico sarà nell’indirizzare i lavori anche in modo personale, valutando infortuni passati e presenze. Sarà importante studiare il turnover, la prevenzione e il recupero; da questo punto di vista mi è utile l’esperienza in Championship col Wolverhampton, un campionato molto veloce e intenso. Il sincronismo di gioco poi lo si acquista nell’atto della partita, più giochi e più interagisci con i compagni: non sono uno da 10 contro 0 con le sagome”.

Zenga poi commenta il materiale a disposizione della squadra rossoblù: “Il Cagliari era entrato in un impasse strano: il percorso con Maran è stato fantastico con ottimi risultati, se guardi il loro percorso è come se fossero entrati in stallo senza riuscire a vincere una partita e come al solito paga l’allenatore. La squadra ha grandissime qualità: quando hai per esempio giocatori come Joao Pedro, uno come Nandez che in finale di Copa Libertadores l’ha giocata da solo non puoi non dirlo. Pereiro è arrivato alla fine del mercato, forse qualcuno non lo ricorda ma in quel girone di Champions League con l’Inter, Tottenham e Barcellona ha fatto bene vari ruoli: uno che gioca a quei livelli è un giocatore, ma è chiaro che ha bisogno di un pochino di tempo. Come giocheremo? Sfrutteremo molto il centro, ma ci sono tante varianti: c’è un giocatore che mi piace molto come Birsa, abbiamo la tanta garra di Simeone e tanti altri. Giocatori di qualità ne abbiamo tanti, penso che quando arriva un allenatore nuovo deve vedere quelli che hanno giocato tanto, ma soprattutto quelli che non hanno tante presenze. Oliva? Un paragone con Gargano non è per niente sbagliato. Non dimentichiamo poi che questa squadra qua ha perso a inizio anno giocatori fondamentali come Cragno e Pavoletti, hanno preso Olsen e Simeone, non sono stati di certo a guardare in società. Nainggolan? Uno che dove lo metti sta, ma la cosa più sensata è metterlo dietro le punte; lì rende al top, ma ho anche detto che posso utilizzarlo come Totti anche se qualcuno ha avuto da ridire. A Catania  giocavo con Mascara finto nove e due esterni aperti, bisogna trovare una quadratura con quello che hai a disposizione”.

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