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Walter Zenga |Foto Valerio Spano - Cagliari Calcio

Zenga: “Sarà una Serie B bellissima, Cagliari tra le favorite”

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L’esperienza in Sardegna con la delusione per la mancata conferma sulla panchina del Cagliari e il prossimo campionato di Serie B tra favorite e alta competitività. Questi alcuni dei temi trattati dall’ex allenatore rossoblù Walter Zenga nell’intervista concessa all’Unione Sarda, della quale vi riportiamo un estratto.

La prossima Serie B

“Impossibile stabilire una griglia, tante squadre hanno diritto al ruolo di favorite. A partire da quelle che hanno fatto i playoff e dalle retrocesse, o magari il Modena che sta giocando benissimo, fino a squadre come Palermo e Bari espressione di grandi piazze. Esagerazione chiamarla A2? No, è la realtà. Se guardiamo club come Genoa e Cagliari, o anche Brescia e Parma, perfino la Reggina che ha convinto Pippo Inzaghi, si intuisce che sarà un torneo bellissimo. E i rossoblù sardi sono tra i favoriti”.

Esperienza a Cagliari

“Il primo flash che mi viene in mente? Delusione. Due mesi e mezzo di lockdown, tredici partite in quaranta giorni, la salvezza. Mi sarei aspettato di poter ripartire, ma è andata diversamente. Stavo bene, sarebbe stato bello avere anche i tifosi, ci sono rimasto male. Sarei tornato se mi avessero chiamato nonostante la Serie B. E sarei restato per dare continuità. Quando c’ero io la squadra arrivava da tredici partite senza vittorie e giocammo tredici partite in poco più di un mese. Recuperai Walukiewicz e Faragò, Mattiello e Ragatzu giocarono sempre, esordirono Ladinetti e Carboni. Ho solo bei ricordi”.

La retrocessione

“Non entro nel merito, ma fa riflettere che la Salernitana si sia salvata con 31 punti. Sarebbe bastato uno sforzo, un qualcosa in più per evitare la retrocessione. In Serie B ci sono trappole, guarda il Cittadella, squadra tosta sempre tra le prime, eppure non ha una spinta del pubblico. Il fatto di avere tante piazze importanti può essere un vantaggio per lo spettacolo, per l’atmosfera. Bari e Palermo danno prestigio, ma nessuno ti regalerà niente”.

Professione portiere

“Al di là di Donnarumma, il primo titolare italiano credo sia nelle squadre di centroclassifica. Ho avuto la fortuna di allenare portieri di alto livello come Sirigu e Cragno, ma per esempio uno come Scuffet è sparito dai radar. Giocano poco e hanno poca possibilità d’imporsi”.

La Redazione

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