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Gianfranco Zola

Zola: “Il Cagliari sta cercando la sua identità. Joao Pedro azzurro? Può far bene”

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Lungo intervento per Gianfranco Zola durante Il Cagliari in diretta, trasmissione di Radiolina. L’ex fantasista rossoblù ha analizzato vari temi fra il passato e il presente.

“Sto molto bene, quando sto qua in Sardegna è sempre un piacere. Sono a casa mia, a Puntaldia. Come commentatore mi trovo bene, lavoro con degli ottimi professionisti e sono circondato da gente capace, che vuole parlare di sport in maniera positiva. Questa è una cosa importante ed è la prima cosa che conta, poi in secondo luogo per me è importante, visto che non sto lavorando e mi occupo di tutt’altre cose, restare in contatto con un mondo che è stato importante per me e continua a esserlo. Mi permette di parlarne e di fare delle analisi quasi da allenatore, questa veste mi piace: lo faccio con leggerezza e soprattutto positività, questa è una cosa che mi piace molto”.

Sul Cagliari di Mazzarri

Sul momento del Cagliari Zola si espone fino a un certo punto: “Non è mai bello e semplice, perché sembra che si cerchi di analizzare l’operato di un collega. Dico che è una squadra che sta cercando di trovare una sua identità: probabilmente sta cercando di subire meno e portare un po’ più di risultati in porto. In questo momento mi sembra un po’ corta, comunque sono arrivati tanti pareggi e non sono sufficienti per tirarsi fuori da una situazione come quella di ora. Servirebbe riuscire a fare qualche vittoria in più, la squadra ci sta provando e credo che stia cercando di fare qualcosa di più in fase difensiva. La partita con l’Inter non fa testo, perché è in un momento di grazia straordinario, a parte quella la squadra stava raggiungendo il suo obiettivo. C’è da non trascurare la fase offensiva, che ti permette non solo di pareggiare le partite ma di vincerle. Trovare questo equilibrio, che secondo me è possibile per i giocatori e la qualità che ha, sicuramente potremo parlare di una squadra diversa da quella che c’è ora”.

Sull’utilità del cambio in panchina: “Non bisogna dimenticare il fatto che Mazzarri è un subentrato, di conseguenza è difficile da dire. Può essere ancora più frustrante, lo dico perché mi è capitato di subentrare: non è semplice, spesso devi dare un cambio di rotta e farlo con un personale che non è quello che tu vorresti. Non è semplice, però d’altronde questa è la realtà e la natura del lavoro. Bisogna cercare di trovare le soluzioni, anche abbastanza in fretta. Sono assolutamente sorpreso che il Cagliari abbia vinto solo una partita, in un’intervista a inizio campionato avevo detto che il Cagliari poteva essere una sorpresa. Lo dicevo anche in considerazione di come aveva finito il campionato e della rosa che ha, mi aspettavo un campionato diverso da quello che sta facendo”.

Il giudizio su Carboni

Zola elogia un altro barbaricino, Andrea Carboni: “Non posso che parlare bene di questo ragazzo. Mi sembra che abbia delle qualità importantissime dal punto di vista fisico e tecnico, avrà anche modo di migliorare ulteriormente dal punto di vista tattico. Sono contento, è la conferma che la Sardegna e il Cagliari continua a produrre dei giocatori di qualità. Questa sicuramente è una buona cosa, indica che la società dal punto di vista del settore giovanile sta lavorando bene e ha un buon programma. Bisogna soltanto lavorare e avere un po’ di pazienza, per cercare di vedere questa squadra che trova maggiore continuità in Serie A. Quello che fa la prima squadra un po’ si riproduce a catena in giù, è importante che il Cagliari trovi un passo che non ha in questo momento”.

Sulla sfida all’Udinese

Zola analizza il valore di Cagliari-Udinese di sabato: “Che sia importante questo non c’è dubbio. Non solo per i tre punti, ma anche dal punto di vista psicologico, riuscire a vincere contro l’Udinese sarebbe una gran cosa. Oltremodo perché porteresti via tre punti all’Udinese, e anche loro non sono in un momento felicissimo. Io non sono mai stato un grandissimo fan della pressione, forse perché probabilmente il ruolo che avevo in campo lo potevo fare al meglio se ero libero di testa. Potevo fare le mie giocate tranquillamente, senza dover pensare troppo e senza aver troppa paura. Questo è il mio pensiero: le ultime spiagge non aiutano, però la squadra deve capire che è una partita importante e che tutti la devono affrontare con la massima concentrazione e il massimo focus”.

Il suo futuro

“Tornare al Cagliari in un’altra veste? Non lo so. Sinceramente in questo momento mi occupo di altre cose, importantissime per me e la mia famiglia, e sono contento. Quello che mi interessa veramente di cuore è che il Cagliari raggiunga la sua dimensione, che non è questa. Soprattutto per come vedo che lavora la società, anche fuori dal campo, merita di più e spero che si arrivi a questo presto. Il soprannome Magic Box? È bello e piacevole, perché mi porta a un periodo della mia carriera bellissimo, il primo anno al Chelsea in Premier League dove tutto avveniva per magia. Tutte le giocate mi venivano facili, era un momento fantastico per me e la mia famiglia”.

Su Nicolò Barella

Barella mio erede come simbolo del calcio sardo? Sì, assolutamente sì. È un giocatore che sta crescendo in maniera esponenziale, dal punto di vista tecnico io già lo conoscevo perché avevo avuto la fortuna di vederlo all’inizio, agli albori. Anzi, fummo noi quando eravamo a Cagliari a farlo giocare per la prima volta in prima squadra, in Coppa Italia col Parma. Le sue capacità le conosco, quello che noto con piacere è che cresce sempre di personalità, di carisma e di qualità atletiche, che non gli riconoscevo allora. Mi fa piacere, significa che è un ragazzo che lavora su se stesso, sul suo gioco e ci mette tanto impegno. Questo è un processo che lo sta portando a diventare sempre più bravo. È chiaro che se diventi il capitano dell’Inter significa che chi sta all’Inter ti riconosce delle qualità importanti non solo come giocatore ma anche come leader. Se continua a crescere può essere che gli verranno riconosciute queste qualità anche in Nazionale, dove ci sono giocatori con grandissima personalità come Jorginho, Donnarumma e Bonucci. È una squadra con tante personalità importanti, io glielo auguro perché Nicolò a me piace tantissimo. Non solo perché è sardo, ma perché è veramente un grande giocatore”.

Su Joao Pedro

Joao Pedro è stato giocatore di Zola nel 2014-2015: “Era uno di quei giocatori, come avevamo notato Barella e ritenevamo fosse anche Donsah, che avevamo visto subito fosse un giocatore con delle qualità importantissime. Era veramente bravo, poi aveva anche personalità. Vederlo far bene non è una sorpresa, vederlo segnare con questa continuità e così tanti gol in Serie A è stata una sorpresa. Significa che anche lui è uno che ha trovato un equilibrio tale che lo porta a migliorare continuamente. Tridente con Chiesa e Insigne? Sono dei giocatori molto bravi, si integrerebbero bene. Sono bravi a giocare nello spazio e contro difese schierate, è un attacco che garantisce soluzioni contro diversi tipi di difesa. Sarebbe una grande cosa. Deiola io l’ho visto alcune volte, è un giocatore che non si è fatto ancora completamente. Ha delle buone qualità, soprattutto dal punto di vista atletico, però ha dei margini di miglioramento ancora migliori. Mi sembra abbastanza disciplinato, deve crescere per quello che ho potuto vedere io dal punto di vista del gioco. Da centrocampista, col tipo di calcio che si gioca, devi avere un po’ più di palleggio”.

Sull’esperienza da calciatore rossoblù

In chiusura, Zola torna sulla stagione 2003-2004 in Serie B: “Il primo anno a Cagliari è stato un anno di goduria. Io sinceramente mi sono divertito tantissimo, l’esperienza di andare a giocare a Tempio col calore della gente accanto a noi per me è stata una bellissima esperienza. Mi sono divertito tantissimo, è stato un campionato che mi ricorderò sempre. Non cambierei quell’esperienza con nessun’altra, era quello che mi immaginavo molti anni prima quando giocavo in altre squadre. Mi sarei immaginato un giorno di tornare in Sardegna e dare un contributo alla squadra in maniera tangibile. È quello che è successo e mi è piaciuto molto”.

La Redazione

 

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