Hotel California

#2 | Coronavirus, gli album da (ri)scoprire in casa

La musica ci salverà, quantomeno dalla noia casalinga di questi necessari giorni di forzata permanenza tra le mura domestiche.

Ecco quindi che è necessario riscoprire le vecchie abitudini, tirare fuori vecchi libri, DVD e CD musicali per trascorrere un po’ di tempo e staccare un po’ la spina: in questa nuova rubrica vi consiglieremo degli album assolutamente da riascoltare (o da scoprire perché no?), per coloro che sono in auto quarantena in attesa che tutto passi, ma ovviamente anche per chi è costretto a continuare col proprio lavoro in questo delicato momento.

The Eagles-Hotel California

Cinque grandi strumentisti, tre dei quali si alternavano nel cantare i propri successi: gli Eagles sono questo, ma anche molto di più, d’altronde non si diventa per caso una delle band che ha venduto più dischi in tutto il mondo. Con soli 7 album in studio e 2 Live sono al vertice di queste classifiche in cui rientrano pochissimi eletti, contando ben due dischi nel podio di vendite assolute negli Stati Uniti: alle spalle dell’inarrivabile Thriller di Michael Jackson, le Aquile sono stati capaci di piazzare il loro Greatest Hits (38 milioni di copie) e il loro album del 1976, Hotel California. Circa 32 milioni di copie vendute in tutto il mondo per un disco che è rimasto nell’immaginario collettivo trascinato dalla famosissima titletrack.

L’album, che propone in copertina un’immagine di un hotel di Los Angeles frequentato da tante star, vuoi per la posizione (il Sunset Boulevard) vuoi per la nomea, si apre con uno degli arpeggi più famosi della storia della musica contemporanea: 8 accordi che si ripetono per quasi tutta la canzone (assolo compreso) a corredo di un testo che racconta della bella vita nella città degli Angeli. La voce è quella di Don Henley (uno dei pochi batteristi a prestare il proprio canto alla propria band anche nei live) e nell’assolo finale Don Felder e Joe Walsh duettano con le proprie chitarre accompagnati dal ritmo del terzo chitarrista Glenn Frey e dal bassista Randy Meisner che abbandonerà qualche tempo dopo il gruppo. Altro singolo di clamoroso successo fu New Kid In Town cantato da Glenn Frey, chitarrista scomparso nel 2016 che segnò la definitiva fine degli Eagles, mentre nella successiva Life in The Fast Line il gruppo svela la sua parte più rock. Le chitarre lasciano spazio al piano nella traccia successiva Wated Time, per poi ritornare prepotentemente in Victim of Love; i tre brani conclusivi (Pretty Maids All In a Row, Try and Love Again e The Last Resort) sono tre ballad in pieno stile Eagles, che chiudono un album da ascoltare e riascoltare.

Matteo Porcu

TRACKLIST

Hotel California – 6:30
New Kid in Town – 5:04
Life in the Fast Lane – 4:46
Wasted Time – 4:55
Wasted Time (reprise)
Victim of Love – 4:11
Pretty Maids All in a Row – 4:05
Try and Love Again – 5:10
The Last Resort – 7:25

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