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Sabato alle 18 alla Sardegna Arena incrocio delicatissimo per i rossoblù.

Dentro o fuori. Cagliari-Parma è la partita della vita. Contro il Milan, Maran ha proposto la faccia nuova di Pellegrini, che ha mostrato freschezza sulla sinistra pur in un deserto di idee generali, e chissà che il bisogno di variare davvero spartito non possa consigliare di proporre anche gli altri due nuovi a disposizione: il centrocampista Oliva e l’attaccante Despodov. Dopo Cacciatore, Birsa e Thereau, anche Romagna marca visita per un ginocchio infiammato e Faragò patisce noie muscolari.

NOVITA’ CERCASI – Ecco allora che l’uruguaiano e il bulgaro potrebbero dare quel pizzico di leggerezza mentale e imprevedibilità che gli altri, fiaccati dalle scorie di un periodo negativo, non possono garantire. Anche perché in tanti, nella rosa rossoblù, hanno vissuto un momento identico nella scorsa stagione, salvata per il rotto della cuffia. Ci sarebbe poi da chiedersi perché a gennaio si sia andati sull’esotico, visto che la filosofia è quella di aspettare l’ambientamento e usare il bilancino nel lanciare i nuovi. Delle due l’una: o c’è un attendismo eccessivo oppure si è sbagliata strategia invernale. Sarà il campo, come sempre, a dare risposta…

LA VERITA’ STA NEL MEZZO – Non si segna dal 20 gennaio. Nelle ultime 7 gare, in 5 occasioni si sono subiti almeno 2 gol. In mezzo al campo c’è stato un vortice di scelte e sistemi di gioco. Sono venuti meno equilibri, anima e creatività. Fondamentale cambiare in modo massiccio ed evitare scelte timorose come quelle viste a Milano. Se Bradaric starà bene, il croato potrebbe avere in Barella e Oliva (definito in queste prime settimane più centrale che interno) i due guardaspalle. Centrocampo muscolare per sostenere Joao Pedro, Pavoletti e la faccia tosta di Despodov. Il 4-3-1-2 di fabbrica, spesso dogmatico fino all’eccesso, è stato sconfessato contro Atalanta e Milan in nome di raffazzonate virate dettate dalla disperazione. C’è bisogno di certezze, quelle che ha perso a fine 2018. Occorre individuare i bucanieri con cui andare in battaglia, proprio come avvenne nello scorcio finale della passata stagione. C’è da salvare la categoria, il valore dei pezzi pregiati (Barella in primis), la serenità dell’ambiente.

BANDO ALLO “SQUADRAPIATTISMO” – Il Cagliari di Maran aveva trovato la quadra con Castro trequartista, peraltro schierato lì con notevole e inspiegabile ritardo. Merito dell’argentino e di un calciatore con inventiva e assist nei piedi. La qualità tra le linee, la capacità di capovolgere l’inerzia, tutte caratteristiche che mancano terribilmente ad un Cagliari piatto e senza armi. Con Birsa fuori, l’unico che potrebbe avere crismi di guastatore è Despodov, che andrà certamente testato sul campo.

L’ANDATA INSEGNA – Adattare i soliti noti, modellarsi sull’avversario, errori che non possono più ripetersi per non rischiare di continuare a franare. Il Parma è squadra che riparte come pochi, aspetta “basso” e ti punisce. Poco da scoprire nei gialloblù, difficili da aggredire e sfondare, forti nel gioco aereo e letali in contropiede. I sardi non potranno permettersi di cercare l’aggiramento con manovra compassata e scolastica, come avvenne all’andata. Fondamentale sarà avere ritmo, iniziativa, mordente e un pizzico di fortuna per sbloccarsi, senza dare alla fisicità e allo sprint dei ducali il fianco dove azzannare.

Tutto facile a dirsi, ora tocca alla Maran Band.

Fabio Frongia