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Tommaso Giulini | Foto Valerio Spano

Allenatore Cagliari: giusto riflettere o meglio iniziare a programmare?

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Un finale di stagione degno dell’annata appena vissuta. Non tanto la brutta sconfitta contro il Genoa in casa alla Sardegna Arena per salutare il campionato. Un lecito passo falso per una squadra che forse dopo la rincorsa salvezza chiusa con l’impresa ha tirato un po’ il fiato dopo la bella figura di San Siro contro il Milan alla penultima. A stonare è di più al momento l’incertezza sul futuro rossoblù. Un dovuto momento di pausa e riflessioni oppure un pericoloso tentennamento?

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Ragionamento
Partiamo da una premessa: dopo la seconda peggior annata della gestione Giulini in Serie A è normale e giusto che il club dedichi del tempo a un’analisi importante, su più livelli e non solo sulla guida tecnica e la gestione della rosa. Dall’altro lato Semplici in poche gare ha fatto un lavoro significativo con il gruppo. Non tanto sul gioco, anche se poi non guardare al grande cambiamento nell’equilibrio difensivo di squadra sarebbe ingiusto, ma soprattutto mentale. Un lavoro fatto dal tecnico e dal suo staff sui “gruppetti” e sulla fiducia dei calciatori che sembrava una sorta di nuovo inizio per un percorso di crescita rossoblù. E che questo stop per le riflessioni rischia un po’ di mettere in secondo piano.

Tic toc
Uno, due, tre. Come i giri dal rumore metallico della rotella di un accendino usata come anti-stress nei momenti di pensieri fitti e difficili da concludere. O come i secondi che passano e mettono maggiori ombre sul futuro in panchina per i sardi. La volontà espressa a parole dal Cagliari e da Semplici è quella di continuare insieme, poi però ci sono tutta una serie di dettagli che dettagli non sono e vanno messi nero su bianco. Gli accordi contrattuali da rivedere, anche se la dirigenza non sembra propensa al momento, le visioni sul progetto tecnico e sul mercato da fare coincidere, e soprattutto le garanzie che un nuovo sì arrivi con delle solide basi tra allenatore e club. Per evitare un nuovo colpo di spugna a stagione in corso che rimanderebbe di un anno ancora lo step da prime 10 della classe che il Cagliari tenta ormai di fare da troppo tempo.

Bivio
Questo è lo scenario. Prendere una scelta tra rivedere lo sposalizio con un tecnico autore di un autentica impresa salvezza oppure lasciarsi tentare da due vecchie passioni come Ranieri e Juric, o chi per loro, è invece il bivio attuale per i rossoblù. Meglio prendere tempo e ragionare direbbero quelli che sanno gestire bene le pressioni. Ma il tempo che ora a fine stagione sembra rallentato a breve riprenderà a correre veloce. Ci sono dei contratti in scadenza e alcuni che necessitano un ritocchino che possono essere rivisti in rosa solo dopo la conferma o un nuovo inizio alla voce guida tecnica. C’è da programmare il pre-campionato, dove il club si è comunque già portato avanti scegliendo le sedi del ritiro di metà luglio tra Pejo e Aritzo, come da tradizione recente. C’è soprattutto da ideare un piano condiviso con l’allenatore di entrate e uscite, senza dimenticare che sul mercato e nei bilanci sarà importante trovare una cessione di livello in stile Barella qualche anno fa, per potersi concedere il lusso della rivoluzione senza troppi restringimenti. Insomma, chi ha tempo non aspetti tempo. Anche perché l’impressione è che proprio la rincorsa contro il tempo sia stata la causa di tutti i problemi della gestione Di Francesco fin dall’inizio. Il Cagliari sicuramente non vorrà ripetere gli errori dell’ultimo anno, pur se andiamo incontro a un campionato per tempistiche e competizione internazionali precedenti completamente diverso da quello appena concluso. E allora è naturale aspettarsi a breve una decisione, perché riflettere è saggio ma programmare è pratico.

Roberto Pinna

 
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