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Jaime Smith nella gara contro Venezia | Foto Luigi Canu

Le due facce della Dinamo

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È stata una Dinamo a due facce quella del girone d’andata.

Quella incerta e zoppicante vista contro Cremona e Avellino, fra i momenti più brutti della stagione; e quella delle ultime cinque partite, pratica e in certi momenti anche bella da vedere, in grado di conquistarsi le Final Eight di Coppa Italia.

Le debolezze della fase iniziale, figlie anche di una rosa non al completo e della progressiva involuzione di Terran Petteway (poi escluso dalle rotazioni), hanno lasciato spazio al pragmatismo visto nel filotto di cinque vittorie consecutive completato sabato sera al PalaDesio. Una serie positiva frutto del contributo di tutto il roster: Cooley e Bamforth sono stati a tratti dominanti; Smith e Pierre hanno trovato la forma migliore; Thomas è sempre meno “luci e ombre” e sempre più un quattro in grado di fare tante cose utili; e poi c’è il gruppo degli italiani, la cui fiducia è cresciuta sempre di più anche grazie alla redistribuzione dei minuti di Petteway.

A rovinare la festa l’infortunio di Bamforth che si è rotto il legamento crociato anteriore negli ultimi secondi della partita contro Cantù. Per la guardia di Albuquerque – miracoli a parte – la stagione dovrebbe essere finita. Un peccato ovviamente per i tifosi del Banco ma anche per lo spettacolo offerto dalla Serie A, visto che il numero 4 biancoblu è stato l’unico giocatore ad andare in doppia cifra in tutte le partite del girone d’andata. Archiviato il record, la società è intervenuta prontamente sul mercato ingaggiando Tyrus McGee: 28 anni da compiere a marzo, la guardia statunitense è un veterano del campionato italiano e ha lavorato lo scorso anno a Pistoia proprio agli ordini di coach Vincenzo Esposito. Per completare il roster e sostituire Petteway è arrivato Justin Carter – guardia o ala piccola – alla prima esperienza italiana e con un passato da giramondo. In assenza di un leader tecnico come Bamforth, Esposito dovrà appoggiarsi, oltre che ai nuovi acquisti, al punto di riferimento emotivo di questa squadra, “Big Jack” Cooley, e lavorare per tenere compatti i ranghi, con la consapevolezza di avere fra le mani un gruppo di qualità e sostanza.

Lello Stelletti