Barella o Ionita davanti? Per favore…

Il nostro parere sulla questione attacco in vista di Sampdoria-Cagliari, in programma domenica alle 12:30.

Thereau infortunato, Joao Pedro squalificato e Birsa con il braccio rotto. Una bella gatta da pelare per Rolando Maran in vista del lunch match di domenica a Genova contro i blucerchiati di Marco Giampaolo, alle prese invece con un’abbondanza invidiabile, visto che per tre maglie (trequartista più due punte) sono in sei a giocarsi la posta in palio. E uno è ben noto a Rolly, quel Marco Sau fatto partire a malincuore – così dichiarò il diesse Carli nelle ore successive alla chiusura del calciomercato – e nuova scommessa da vincere per il tecnico di Bellinzona, abile a recuperare calciatori dati ormai per finiti. Il mercato di riparazione ha, come è ben noto, rivoluzionato la rosa rossoblù in tutti i reparti, specialmente davanti. Via Farias e Sau, dentro Thereau e Despodov, insieme a Birsa arrivato per turare la falla nata dall’infortunio di Castro, che proprio in queste settimane nella sua Argentina sta lentamente tornando a “toccare il pallone”, come ampiamente testimoniato dai suoi profili social.

Intoccabile (e vorrei ben vedere) il totem Pavoletti, tornato protagonista sabato sera contro il Parma, il resto del reparto offensivo è sempre più un rebus. Thereau, arrivato in prestito semestrale da Firenze, ha subito pagato l’inattività cui lo aveva costretto Pioli, che ha relegato ai margini il francese ex Chievo, ben felice di lasciare la Viola per raggiungere la Sardegna. Ma, probabilmente, la troppa voglia di giocare gli ha tirato un brutto scherzo, appiedandolo dopo neanche venti minuti di gioco. Il 36enne ha ripreso ad allenarsi a parte, ma ne avrà ancora per diverso tempo. Desaparecido anche Alberto Cerri, appena riscattato dalla Juventus – il segreto di Pulcinella – ma che non vede il campo dallo scorso 29 dicembre, in occasione della brutta sconfitta di Udine. Da allora una sola convocazione (contro il Milan) e tanti, troppi problemi fisici. Ci sarebbe, dunque, il bulgaro Kiril Despodov, acquisto più oneroso della campagna d’inverno. Logica vorrebbe che fosse proprio il CR7 di Kresna, 22 anni, ad affiancare il Pavo in avanti, a maggior ragione dopo la mezz’ora abbondante riservatagli contro il Parma. KD19 non ha fatto vedere cose sfavillanti, ma non ha certo lesinato impegno, entusiasmo e voglia di spaccare il mondo. Tre elementi necessari in questa fase di stagione, dove il Cagliari farebbe bene a mettere fieno in cascina per garantirsi quanto prima la salvezza ed evitare quanto accaduto lo scorso anno.

Ecco perché stonerebbe e non poco uno schieramento iper-conservativo, come già si ipotizzava nelle prime ore dopo il successo contro i gialloblù di D’Aversa. Pavoletti pivot a cantare e portare la croce là davanti, con un centrocampo infoltito di giocatori di corsa e poco altro e il povero Barella costretto a fare la spola tra mediana e attacco, in quanto unico elemento a disposizione in grado di reggere tale (improbo) compito. Ma, sembra quasi lapalissiano doverlo sottolineare, sarebbe una scelta profondamente discutibile perché snaturerebbe le caratteristiche dell’azzurro, che contro il Parma è tornato nuovamente sui suoi livelli giocando sì a tutto campo, ma non certo da seconda punta. Ancora più inadatto sarebbe, poi, Artur Ionita, alla luce del suo stile di gioco non esattamente offensivo. Spazio, dunque, all’esuberanza di Despodov contro il Doria, per non fare un passo indietro dal punto di vista del gioco e, soprattutto, dell’atteggiamento. A Genova servirà un Cagliari coraggioso e tosto, come quello ammirato in trasferta nella prima fase della stagione, quando la manovra sembrava aver raggiunto un equilibrio e, di conseguenza, prestazioni e risultati.

Francesco Aresu