Salvatore Burrai festeggia dopo un gol

Burrai: “Sogni? La A col Pordenone e magari tornare a Cagliari”

Uno stralcio delle dichiarazioni di Salvatore Burrai, intervenuto domenica sera alla nostra rubrica quotidiana Linea 131.

Il centrocampista del Pordenone ci ha raccontato di come passa il suo tempo di isolamento: “Faccio allenamenti dentro casa come tutti. È un momento diverso per noi che siamo abituati a viaggiare tanto e stare in campo, speriamo di tornare presto a fare quello che ci riesce meglio. Vorrei proseguire questo campionato, stare fermi è dura”.

Sul rapporto con la piazza spiega: “Pordenone è finora l’unica squadra in cui sono rimasto per più di due anni. Sono tanti i motivi come il centro di allenamento molto bello o una società che guarda l’uomo più che al calciatore. Ho avuto tanta continuità e tutto l’insieme dell’ambiente Pordenone fa andare bene tante cose. Qui trovi gente simile a quella sardi, all’inizio un po’ diffidente ma quando si aprono ti danno il cuore. Siamo un bel gruppo unito e secondo me questa è la nostra forza, poi siamo guidati da un tecnico preparato che ha avuto grande meriti nella promozione dell’anno scorso. Tesser è una persona semplice e diretta, ho solo parole positive per lui. In questa stagione siamo rimasti secondi per tanti mesi, ora siamo quarti: vorrei giocarmi una delle mie ultime possibilità per tornare in Serie A. Sarebbe la cosa più bella che mi potesse accadere, spero di tornare e giocarmi la possibilità anche se sarà difficile”.

Sulle difficoltà per un sardo di fare bene con la maglia del Cagliari: “Negli ultimi anni la tradizione è cambiata un po’, sono tanti i ragazzi sardi che hanno avuto la possibilità di giocare con la prima squadra. Quando io facevo parte del settore giovanile, a parte Checco Pisano che era pronto da subito, era difficile per un giovane giocare: i tempi erano diversi e alla presidenza c’era una persona che con i giovani sardi non andava tanto d’accordo. Quando metti la maglia del Cagliari per un sardo é la maglia più importante e pesante che tu possa indossare perché rappresenti la tua isola. Dal settore giovanile del Cagliari sono usciti tanti giocatori importanti: deve essere un punto di partenza e non di arrivo per me. Il progetto Olbia è importante per il Cagliari, io ho iniziato a girare dopo il settore giovanile ma se avessi avuto la possibilità sarei andato ad Olbia. Sarebbe stato più facile perché sarei stato vicino alla mia famiglia, ma non so se è il più costruttivo perché non l’ho provato. Andare via dalla Sardegna mi ha forgiato, sono cresciuto tanto. Avere Olbia e altre squadre professionistiche in Sardegna sarebbe importante per i giovani sardi”.

Sugli allenatori: “Gli anni di Cagliari con Giampaolo e Allegri mi hanno insegnato tanto, poi ho avuto la fortuna di avere Zeman a Foggia, ho imparato tanto anche da lui. L’idea di fare l’allenatore in futuro mi piace tanto, ho imparato tanto da ognuno di loro che ho avuto negli anni”.

Su un possibile rientro in Sardegna: “L’età mi penalizza un po’, il sogno di un sardo è sempre quello di vestire la maglia del Cagliari. Magari tornare per chiudere la carriera sarebbe bellissimo. So che è difficile, ma in questo momento sono in un club che mi vuole bene e mi stima. Dei giovani da consigliare al Cagliari? Patrick Ciurria e Davide Pobega sono giocatori giovani e importanti, stanno facendo un campionato molto buono”.

Indimenticabile l’impresa compiuta in Coppa Italia dai Ramarri qualche stagione fa con la vittoria alla Sardegna Arena: “Non è stata una vendetta, a Cagliari ci lasci il cuore e poi perché quando sono andato via sicuramente non ero pronto per giocare. Se poi consideriamo che nel mio stesso ruolo c’era Daniele Conti… Ho provato tanta emozione, devo essere sincero: dopo il mio secondo infortunio al ginocchio non sento più le partite come prima, non so perché, ma prima di quella partita tremavo. Non mi era mai successo di giocare contro il Cagliari, vincere é stata un’emozione enorme per una società di Serie C come la nostra”.

Ultima battuta sulla Natzionale Sarda: “Avevo dato il mio consenso, ma era un periodo in cui non potevo rispondere alla chiamata perché venivo da un infortunio al ginocchio. Purtroppo non ho avuto modo di essere presente, ma è certamente un’esperienza che vorrei fare. Appena ci sarà l’occasione sarà bello vestire la maglia della Sardegna.

 

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