Cambio di mentalità

Il Cagliari di Maran, forte dei sei punti di vantaggio sulla zona rossa, si prepara ad affrontare l’Inter.

Venerdì i rossoblù scenderanno in campo senza troppe pressioni di classifica. Una situazione di vantaggio mentale, la stessa che ha preceduto la gara di domenica contro la Sampdoria, in quel caso frutto dei precedenti KO di Empoli e Frosinone e del proibitivo impegno per il Bologna contro la Juventus.

Nelle ultime stagioni il Cagliari ha sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo solo quando si è ritrovato a un passo dal baratro, tirando invece i remi in barca se i punti di vantaggio garantivano apparenti sicurezze. Nel dicembre 2016 il rocambolesco 4-3 al Sassuolo (ma lì la classifica era comunque serena) segnò la chiave di volta della stagione; a maggio 2018 fu la partita contro la Roma (con la Serie B dietro l’angolo) a dare lo slancio verso il riscatto.

La crisi dei rossoblù di Maran non ha fatto eccezione: con la classifica tranquilla e senza pressioni, invece di affrontare le gare con la leggerezza di chi non aveva nulla da perdere, ci si è rilassati fin troppo. La rimonta contro il Parma ha dato nuova linfa mentale a una squadra che appariva scarica e che a Genova ha confermato, nonostante le assenze, di essere presente almeno sotto l’aspetto dello spirito.

L’Inter dunque è un’occasione più che ghiotta per confermare il cambio di filosofia e lasciarsi definitivamente alle spalle la corsa al punticino, che farà sì classifica ma che spesso porta a malumori e sconfitte senza troppo onore. Avere di fronte una grande – con una classifica positiva sebbene non tranquilla fino in fondo -, dovrà fare da molla per una partita gagliarda, senza troppi calcoli e volendo di stupire. La vera sfida da non sbagliare sarà una settimana dopo a Bologna: arrivarci col morale alto, magari con qualche punto in più ma soprattutto dopo aver dato continuità alla mentalità espressa dal secondo tempo con il Parma in avanti, potrebbe dare quella spinta necessaria per chiudere quasi definitivamente al Dall’Ara ogni discorso salvezza.

Matteo Zizola

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