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Cagliari: Cragno si esalta, Klavan la combina grossa

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I nostri giudizi sulla partita pareggiata dal Cagliari per 2-2 contro lo Spezia.

Cragno 7: uno di quei cross incubo dei portieri porta al gol, una parata delle sue su Farias, tante insolite difficoltà con i piedi che passano con i minuti. Nella ripresa si esalta su Estevez, con un’uscita di testa fuori area e soprattutto con l’istinto con cui ferma Piccoli.

Zappa 6,5: l’ex Farias mette in campo se stesso, travolgente per 45 minuti e fumoso per i restanti 45. Il terzino lo soffre, poi gli prende le misure, infine trova finalmente l’intesa con Ounas che porta al gol del momentaneo vantaggio conclusa con il suo assist. Chiude esterno alto.

Walukiewicz 6: spesso attento, è il meno colpevole sul gol dello svantaggio. Sbaglia qualcosa in impostazione a volte per misura a volte per tempo di gioco, ma va anche vicino al gol.

Klavan 4,5: potrebbe fare meglio sul vantaggio spezzino, prova spesso a giocare d’anticipo uscendo fino a metà campo venendo sorpreso alle spalle diverse volte. L’errore grave lo compie in pieno recupero, fallo da rigore netto e ingenuo e due punti buttati.

Carboni 6: male sul gol, spinge poco o nulla come si immaginava. Solido, anche ruvido, potrebbe fare meglio in fase offensiva ma le sue qualità sono da centrale e si vede. Alla distanza tanto migliora quanto si stanca. Dal 70′ non ne ha più e infatti DiFra lo sostituisce. (dal 73′ Tripaldelli 6: entra bene in partita, con due diagonali salva il Cagliari dal pareggio che arriverà comunque)

Marin 6: a volte, raramente si accende nel primo tempo e invece troppe si nasconde, peccato perché quando si fa trovare si vede che può essere determinante. Nel secondo migliora e così la squadra raggiungendo la sufficienza.

Rog 5,5: recupera un’infinità di palloni e ne sbaglia altrettanti tra i quali quello del vantaggio avversario. Falloso, poco propositivo, spesso saltato dalla manovra, un solo strappo che vale poco. In fase di filtro spezza tanto soprattutto nella ripresa, ma arriva sempre stanco mentalmente al momento di scegliere cosa farne del pallone recuperato. Mezzo punto in più per il recupero su Gyasi.

Ounas 5: ha i numeri e lo fa vedere le poche volte che parte in dribbling. Il problema è che è troppo egoista e ne paga le spese Pavoletti al 12′. Si sacrifica anche in copertura a intermittenza come un po’ in tutto ciò che fa. Quando decide di assecondare Zappa arriva il gol, ha la colpa di aver mancato il 3 a 1 con un piatto più facile di uno dei tanti dribbling provati. (dal 77′ Faragò SV: si piazza in difesa a destra e resta quasi sempre alto. Non incide né nel bene né nel male)

Joao Pedro 6,5: si nasconde a lungo, un lampo sullo stretto con Ounas e nient’altro. La fortuna lo aiuta nel rimpallo che lo porta al tiro del pareggio, ma l’esecuzione è perfetta. Da lì in avanti si scrolla di dosso le difficoltà e gioca una partita dignitosa.

Sottil 6: parte bene poi si ferma mancando anche in pressione quando è troppe volte in ritardo favorendo così l’uscita avversaria. Come tutta la squadra migliora nel secondo tempo, anche se manca il gol del possibile 3 a 1. Ha verve e colpi, deve trovare la continuità e maggiore attenzione su chi gli sta attorno. (dall’89’ Caligara SV: vince un duello di testa e basta nei pochi minuti in campo)

Pavoletti 7: non è nemmeno colpa sua se le caratteristiche che porta in campo quasi costringono la squadra a dimenticare come si gioca palla a terra. Il Cagliari cambia faccia, tanta imprecisione altrui che non lo aiuta nelle sponde. Mai e mal servito a lungo, come la squadra cresce cresce anche lui (o il contrario) e sbaglia poco, vince tanti duelli e torna al gol dopo 18 mesi addirittura di tacco dimostrando che non sempre si deve giocare sulla sua testa.  (dal 77′ Cerri 6,5: entra benissimo in gara, sfiora il gol di testa ma soprattutto manda in porta sia Sottil che Joao Pedro. Pochi minuti bastano per convincere se giocati in questo modo)

Di Francesco 6: non è di certo fortunato con le assenze, Nández su tutti fa mancare equilibrio e personalità. Gioca la carta del senza paura, ma lo Spezia domina in lungo e in largo. Lo aveva anticipato, con Pavoletti o Cerri si dovrà cambiare stile di gioco, ma i troppi lanci lunghi non sono compensati da altrettanti cross, peraltro non nelle corde dei suoi esterni a piede invertito. Al riposo sistema qualcosa perché la squadra inizia a giocare più a terra e prende campo fino a ribaltare il punteggio. Klavan lo tradisce all’ultimo respiro, anche se onestamente ai punti il collega Italiano lo ha battuto imbrigliandolo.

Matteo Zizola

 

 

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