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Cagliari, fine di un ciclo. Ora svolta o retrocessione

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Sabato 20 febbraio 2021 forse verrà ricordata come la data della fine del Cagliari delle Idee. Belle parole, proclami e progetti. Dalla risalita dalla Serie B la squadra isolana a inizio di ogni nuova stagione si è circondata di lustrini e paillettes. Belli da vedere ma dalla vita breve come quella dei coriandoli. Ad esclusione del primo anno in A con Rastelli, il Cagliari è durato il tempo di un ballo, un bel martedì grasso di festa, l’anno scorso con Maran anche un’apparizione fino al giovedì grasso ma da lì in poi il crollo. Una costante ciclica della crisi che porta a un nuovo colpo di spugna, con qualcosa che deve essersi incancrenito dall’anno passato, visto che in questa stagione il Cagliari di Di Francesco non si è praticamente mai accesso per davvero.

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Rinfacciare ora alla società investimenti o idee sarebbe ingiusto. Il centro sportivo sta diventando sempre più moderno, il settore giovanile ha una propria identità e riconoscibilità a livello nazionale, i bilanci non hanno mai davvero preoccupato e nelle ultime stagioni il mercato ha portato in rossoblù nomi importanti. Qualcosa però non sta funzionando, perché il Cagliari si è fermato ai bei titoli dei giornali. Da Maran a Zenga fino a Di Francesco. Tre allenatori in poco meno di un anno. Anche se in un calcio condizionato dalla pandemia, la società sarda deve fare mea culpa per non essere riuscita a capire i problemi della lunga crisi.

“Per quest’anno basta arrivare una posizione sopra rispetto alla passata stagione”, diceva Tommaso Giulini il giorno della presentazione di Eusebio Di Francesco. Sorriso generale in sala a teatro Doglio. Fa strano ripensarci ora. Lo stesso patron rossoblù solo qualche settimana fa rimandava un momento di analisi interna alla società dopo questa lunga crisi, 16 risultati senza vittoria in campionato: “Non mi piace fare autocritica prima della fine della stagione“. Ma ci sarà ancora tempo a fine anno per fare autocritica? O il Cagliari avrà esaurito le chance per restare in massima serie?

L’impressione è che ora o mai più il gruppo rossoblù debba passare dal mondo delle idee a quello reale. L’Iperuranio di Platone è bello e consente di sognare senza limiti ma la classifica sta facendo suonare una rumorosa sveglia da mesi, e nessuno fin qui si è alzato per fermare il suo rumore sempre più forte. Cattiveria, equilibrio e resilienza. Sono parole di Eusebio Di Francesco, parole che il suo gruppo quasi mai ha dimostrato in campo. E allora prima di aspettarle dai calciatori è arrivato il momento di vederle queste parole chiave nelle scelte nette e chiare della dirigenza. Anche da questo nuovo passo, dalla scelta sulla panchina e dalla descrizione del nuovo eventuale percorso, passerà la possibilità di fare o meno l’impresa salvezza.

Roberto Pinna

 
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