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Fabio Liverani, tecnico del Cagliari | Foto Luigi Canu

Cagliari, il tempo è finito: per Liverani ma anche per il club

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Sull’autostrada della Serie B le possibili svolte, verso un’uscita da una crisi pluristagionale, per il Cagliari sono finite. Sulla destra il cartello con la T disegnata, segnale di una carreggiata che sta per concludersi. Dopo l’1-0 di Terni per Fabio Liverani e il club rossoblù l’unica soluzione è inventare strade nuove per un cambio di marcia che all’orizzonte non sembra vedersi, specie per una squadra che lentamente da anni ormai procede a passo lento verso un ennesimo schianto rispetto alle aspettative estive.

Momento
In casa Cagliari a livello di progetto sportivo sembra non riuscire a funzionare niente. Liverani ha schierato l’ennesima formazione diversa alla caccia di un vestito tattico che questo gruppo non ha mai davvero trovato dall’inizio del ritiro estivo a oggi. La valorizzazione dei giocatori prosegue a singhiozzo. Da una parte Obert, reo del fallo da rigore contro la Ternana, Luvumbo e Kourfalidis, dopo averlo accantonato e messo anche in Primavera da fuori età, stanno mostrando dei segnali di crescita per il futuro. Ma ci sono giocatori che pesano sulle casse del club, da Nandez a Pereiro passando per Rog e Falco, solo per citarne alcuni, che non stanno rendendo in campo come da aspettative e che al tempo stesso stanno vedendo deprezzato il loro valore nel calciomercato. Un problema non da poco per una squadra che ha cercato la rivoluzione dopo la retrocessione, ma che non riesce davvero a compierla per alcune scelte sulla rosa che si trascinano e appesantiscono eventuali colpi di spugna totali. Poi c’è il continuo viavai tra allenatori, dirigenti, direttori sportivi e collaboratori tecnici. Il Cagliari ha provato la mossa del “diamoci una diversa maschera”, ma per ora il cambiamento ha portato solo a un’assenza totale di identità. E l’impressione è che ci vorrà del tempo prima di ricostruire una propria filosofia che venga ascoltata dalle stanze di Asseminello fino allo spogliatoio della Unipol Domus. Il campionato in questo senso non mente, se 9 volte su 16 inizi la partita in svantaggio significa che mentalmente stai giocando un’altra battaglia e che sei troppo distante dalle logiche di cattiveria e approccio forte che fanno la differenza in un torneo come la Serie B dove gli errori, anche degli avversari, sono all’ordine del giorno e dove la gestione e la cura dei minimi episodi fanno la differenza più dell’ingaggio di un calciatore dal nome altisonante. Inutile poi prendere in giro i tifosi dicendo che la trasferta contro la Ternana va vista sotto un certo punto di vista perché è una squadra forte che precede il Cagliari nella generale. La Ternana è una formazione che questa rosa a disposizione di Liverani deve battere, senza troppi giri di parole. Specie se vuole trasformare (ed è una citazione) i fischi in applausi. Altrimenti è giusto dire chiaramente alla propria gente che questo è un anno di transizione e si punta esclusivamente a salvarsi in Serie B, per poi vedere cosa succederà a giugno. Perché se è vero che il club ha detto no ai proclami è altrettanto vero che il silenzio o i dribbling mediatici rischiano di innervosire ancora di più una piazza stanca e arrabbiata dalle ultime stagioni.

Allenatore
Terni ha aperto ancora di più le crepe nei confronti di Liverani, soprattutto nel cuore dei tifosi che, quelli presenti anche in trasferta, hanno tenuto a colloquio la squadra per 10 minuti sotto il settore ospiti. Segnale di un qualcosa che si è rotto nuovamente con giocatori e staff tecnico e che va ricostruito nel minore tempo possibile. Cambiare allenatore sarebbe in questo senso la mossa giusta? Il passato recente del club rossoblù direbbe di no. Ma è anche vero che Liverani nelle ultime settimane è parso meno centrato tatticamente. Ha ribaltato il 4-3-3, di fatto anche rinnegando diverse scelte di mercato estive con la conseguenza di creare una nuova complessa gestione della rosa tra mercato e campo per l’ennesima stagione consecutiva, e sta disegnando un 4-3-1-2 che non sembra davvero adatto a questa formazione, almeno fino a quando non avrà totalmente a disposizione e al meglio della condizione fisica sia Mancosu che Rog. Curiosa poi la gestione dei cambi, con la scelta di togliere in anticipo Lapadula che non ha pagato con la Ternana. E ha anche innervosito l’attaccante peruviano, aspetto da tenere in considerazione. Liverani nel ritiro di Asseminello di luglio, quando era possibile vedere dal vivo gli allenamenti, è sembrato un allenatore che fa gruppo con le battute e gli scherzi, ma in questo momento della stagione e con questa situazione sia di classifica che mentale all’interno del gruppo rossoblù, è ancora seguito da tutti i giocatori a livello di idee e di gioco? Domande a cui lo stesso allenatore romano proverà a rispondere contro il Perugia, stando però più attento ai movimenti della sua panchina da qui alla gara perché, forse, per la prima volta dopo Terni l’ex Lecce e Parma, tra le altre, ha capito che il tempo è finito. E lo è anche per un Cagliari che non emoziona più e che non sembra aver trovato, nonostante il repulisti generale, delle nuove basi solide per il proprio futuro.

Roberto Pinna

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