Lykogiannis nel ritiro di Aritzo

Cagliari, la nuova vita di Lykogiannis con Di Francesco

Ci sono etichette difficili da rimuovere perché, in fondo, spesso la prima impressione è quella che conta. Lasciarsi scivolare le critiche addosso, lavorare meglio e di più, mirare al miglioramento individuale nel collettivo sono le uniche armi per far cambiare giudizio a chi osserva. Se poi a ogni mercato il tuo nome entra nella lista di quelli messi in discussione, ma il tuo obiettivo è quello di restare e dimostrare il tuo valore, allora la sfida è doppia perché oltre a convincere la critica devi convincere anche società e allenatore.

Di certo non si può dire che a Charalampos Lykogiannis non manchi la perseveranza, un’estate tra i partenti per poi prendere possesso della fascia sinistra di difesa da titolare indiscusso. Quattro giornate, quattro partite nell’undici iniziale e giocate per intero, un segnale che nonostante tutto Di Francesco conta sul terzino greco. L’ombra di Tripaldelli resta presente, ma il giovane classe ’99 dovrà comunque fare i conti con la seconda vita di Babis in Sardegna.

Un terzino non terzino – Greco di nazionalità e di profilo, Lykos (lupo nella lingua di Omero) ha dimostrato in questo inizio di stagione di essere un terzino affidabile, sì senza acuti e con qualche limite, ma non quel punto debole che era apparso per lunghi tratti nell’Odissea delle precedenti annate. Fisico statuario che lo rende un falso lento, Lykogiannis non eccelle in alcun fondamentale, ma sa fare un po’ di tutto. Se il fantacalcio potesse essere applicato al campo sarebbe il classico elemento dal 6 sicuro, quello che non porta quasi mai un bonus ma che nemmeno ti regala insufficienze una dietro l’altra. La nuova vita di Lykogiannis nel Cagliari di Di Francesco è quella del terzino non terzino. Esterno di fascia in fase di non possesso, terzo di sinistra nella difesa a tre quando la squadra attacca con (poca) licenza di avanzare, equilibratore che rende possibile la spinta sul fronte opposto del giovane Zappa. Lykos ha messo a frutto  quanto appreso in campo durante l’interregno di Walter Zenga. Schierato spesso tra i tre di difesa nel 3-5-2 dell’Uomo Ragno, ha appreso il mestiere della duttilità creando un mix tra le due posizioni che ha nelle corde, senza infamia e senza lode come da par suo.

Vincere la diffidenza – Per Lykogiannis dunque un nuovo inizio dopo due stagioni e mezzo in Sardegna. Arrivato nel gennaio del 2018 dallo Sturm Graz, ha prima sfruttato le indecisioni di Senna Miangue per ritagliarsi il proprio spazio fino all’assist decisivo nella gara salvezza di Firenze, poi si è visto sorpassare per ben due volte da Pellegrini, chiamato in prestito per risolvere i patemi del greco con Maran allenatore. Con l’arrivo di Di Francesco ecco l’occasione, perché la concorrenza ha il nome di Alessandro Tripaldelli, giocatore futuribile ma che difficilmente può essere lanciato contemporaneamente al coetaneo Zappa. Lykogiannis è diventato così il titolare inamovibile e ha risposto presente, con le sue classiche prestazioni che fanno storcere il naso in diretta, ma che poi nel computo finale risultano spesso sufficienti. A Sassuolo ha bloccato un Berardi che dopo quella gara ha fatto sfracelli ovunque, contro la Lazio un passo indietro come tutta la squadra tra la disattenzione sul gol iniziale e un Lazzari di tutt’altro passo, a Bergamo – al netto della finta di Lammers per il 5 a 2 – ha tenuto testa a Hateboer e anche servito l’assist per Joao Pedro.

Torino un nuovo inizio  – Il Cagliari va a cercare il rilancio contro i Granata di Giampaolo, sulla sinistra ancora Lykogiannis. Pronti via ed è subito zero a uno, ma la squadra c’è e il greco pure. La sua posizione ibrida aiuta Zappa a creare un asse con Nández che spacca la partita, mentre sulla sua fascia l’intesa con Sottil regge e funziona anche quando Lykos si sovrappone all’improvviso. Mai una diagonale sbagliata, certo quando il giovane compagno ex Fiorentina latita lui non riesce a compensare, ma nel complesso dalle sue parti si passa poco o nulla e l’unica soluzione sono i cross dalla trequarti. Le statistiche d’altronde lo premiano, primo giocatore rossoblù per recuperi in campionato (34) e ottavo in tutta la Serie A. Contro il Torino è stato il secondo per numero di palloni giocati dietro al solo Zappa, la percentuale di passaggi riusciti dell’81%, 12 palloni utili giocati in avanti, 10 recuperi (il secondo, Nández, fermo a 6), quinto degli undici come chilometri percorsi. La curiosità è proprio nella velocità nello scatto, perché Lykogiannis è stato il più veloce della partita con i suoi quasi 33 km/h, un finto lento appunto.

Un bagliore di luce dopo oltre due stagioni di attesa, far cambiare la prima impressione (e anche le successive) è sempre difficile, ma con il nuovo corso di Di Francesco sembra poter iniziare anche il nuovo corso di Lykogiannis, terzino senza infamia e senza lode che vuole finalmente trovare il proprio spazio senza etichette.

Matteo Zizola

 

AL BAR DELLO SPORT

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6 Commenti
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Roberto
Roberto
23/10/2020 14:53

Personalmente lo reputo un terzino di livello normalissimo.. Però bisogna riconoscere che il suo impegno è sempre massimo.. Magari Eusebio riuscirà a insegnarle qualcosa in più e a migliorarlo

Geronimo
Geronimo
20/10/2020 08:46

Sostanzialmente son d’accordo con Zizola.
Non è un fuoriclasse ma è stato anche acquistato x 600 Mil € .
Secondo me con DiFra migliorerà anche lui

Giuseppe
Giuseppe
20/10/2020 00:15

“La sua posizione ibrida aiuta Zappa a creare un asse con Nández che spacca la partita“????????!

Albe
Albe
In risposta a  Giuseppe
20/10/2020 10:19

Si, Likos e i due centrali formano la linea, Zappa si può staccare in avanti , e funziona.
Non si può fare al contrario, ma in fondo siamo passati dalla preoccupazione di non avere nessuno, ad avere un terzino in casa , che se non si muove troppo dalla linea difensiva, il suo lo fa.

Giuseppe
Giuseppe
20/10/2020 00:13

Lykos e’ un terzino sinistro molto molto limitato. Non dovrebbe essere titolare in una squadra che aspira al 7-8 posto. 3/4 dei passaggi sono all’indietro. Passivo come non mai. Meglio difensore centrale giocando con 3 stopper dietro

Andrea
Andrea
19/10/2020 18:56

scusate… ma è “titolare indiscusso” perché non ci sono alternative