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Eusebio Di Francesco in panchina | Foto Emanuele Perrone

Cagliari, l’esonero di Di Francesco non sarebbe la cura ad ogni male

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Si fa presto a dire esonero. Si fa un po’ meno presto a capire come ripartire. Eusebio Di Francesco, additato dalla piazza come principale responsabile della crisi Cagliari dopo l’ennesima sconfitta interna contro il Benevento, non è l’unico male di questo gruppo rossoblù. Sempre più immischiato nella lotta salvezza. E anche volendo sostituirlo sarebbe molto meno facile di quello che può sembrare in apparenza.

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Momento – Alla fine della gara di ieri la squadra, la dirigenza, Di Francesco e il suo staff sono rimasti a lungo nella pancia della Sardegna Arena per un confronto. I toni non saranno stati quelli da catechismo, ma alla squadra serve una qualche scossa che nemmeno il ritorno di Radja Nainggolan è riuscito a dare. Nonostante il Ninja nelle comunicazioni ufficiali da parte del club più volte sia stato descritto come una panacea ad ogni male. In casa Cagliari è crisi e un giocatore non basta. Non a caso Di Francesco ha chiesto rinforzi a fine partita. Arriveranno. Ma basteranno? Anche in estate sono arrivati diversi giocatori ma i continui cambi tattici, la poca esperienza dei nuovi acquisti e alcune lacune storiche in determinate zone del campo stanno tagliando le gambe ai rossoblù.

Il tecnico – La società nelle ultime ore, con il presidente Tommaso Giulini, ha espresso più volte la totale fiducia sull’allenatore. Anche se qualcosa, per usare un eufemismo, nelle ultime partite non sarà andato a genio al patron rossoblù. Di Francesco ha le sue colpe, sta nel gioco delle parti prendersi delle responsabilità per un tecnico nel mondo del pallone. E lo ha detto in diverse occasioni lo stesso allenatore pescarese tra la sfida al Napoli e l’ultima al Benevento. Ma basterebbe un esonero per rialzare questo Cagliari?

Progetto – Fin qui i rossoblù hanno vinto, con un uomo in più, contro Sampdoria e Crotone, e hanno battuto il Torino nel suo momento peggiore. Non c’è mai stata una partita dominata dall’inizio alla fine, neanche con squadre quotate meno sulla carta. E il valore tecnico della rosa va preso in considerazione. Il Cagliari non sarà una big per nomi, ma ha il nono monte ingaggi della Serie A e soprattutto ha dei giocatori che le dirette avversarie per la salvezza non hanno. Vi invitiamo a leggere le due distinte di ieri. Perché è facile dire che mancano giocatori ma è un po’ più complicato ammettere che qualcosa, nonostante quello che si ha, non stia funzionando. Perché allora si faticherebbe a cambiare allenatore? Perché il Cagliari con Di Francesco, frasi retoriche a parte, ha davvero fatto partire un nuovo progetto. L’allenatore è stato descritto come un manager all’inglese, e infatti vicino a lui c’è un direttore sportivo alla prima esperienza tra i grandi della Serie A. Inoltre uno svecchiamento della rosa è evidente ed è stato fatto non solo in base alle idee innovative del tecnico ma anche per andare incontro alle necessità della società. Chi ha memoria lunga si ricorderà l’intervento di Marcello Carli lo scorso gennaio, quando l’ex direttore sportivo mise al centro di ogni obiettivo di mercato prendere dei giocatori futuribili. Ha senso, anche perché il Cagliari arriva da due bilanci in rosso e il virus metterà ulteriormente alla prova le possibilità del club. E questo aspetto economico è rilevante anche in chiave esonero o non esonero. Di Francesco guadagna tanto, ma soprattutto ha un lungo staff. Mandare a casa tutti e fare una rivoluzione sarebbe un peso importante per le casse del club. Insomma, un progetto tecnico nato intorno a una figura di allenatore manager, un lungo staff e un lauto stipendio a fare da scudo, e soprattutto la volontà di provare a dare ancora tempo a un progetto. Cosa non sempre successa in casa Cagliari. Dal 2017 a oggi l’esonero di Di Francesco sarebbe il terzo a stagione in corso. Un po’ troppo per una società che ha dichiarato in più riprese di avere un solido progetto di crescita per il futuro.

Roberto Pinna

TAG:  Cagliari
 

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