Riccardo Ladinetti in amichevole | Foto Sandro Giordano

Cagliari, mai così lontano il legame con i sardi in campo

Una terra, un popolo, una squadra. L’identità che diventa un marchio, un modo di essere da sponsorizzare e sul quale costruire il proprio futuro. Ci sono le parole e poi ci sono i fatti. Domenica il Cagliari andrà a Bergamo a provare a fermare la corsa della banda del Gasp. Avversario peggiore forse non ci poteva essere in questo momento di lavori in corso, il mercato in entrata e in uscita ancora da ultimare e un Nainggolan per ora vestito sempre di nerazzurro.

Un modello da seguire  – Da Bergamo a Cagliari, dalla crescita della società di Percassi al vorrei ma non posso di quella rossoblù. Tommaso Giulini è stato chiaro, la situazione economica non aiuta, ciò che è stato fatto è quanto reso possibile dai famosi bilanci, anzi, forse anche più del consentito come insegna l’affare Godín. Eppure il modello Atalanta da seguire è rimasto a mezz’aria perché se l’esplosione dei bergamaschi è passata da una crescita costante anno dopo anno, quella del Cagliari attende ancora il salto di qualità. Di Francesco alla Gasperini potrebbe essere il primo passo, ma mentre dalle parti di Zingonia le cessioni – eccellenti o meno – hanno dato la linfa vitale per i futuri investimenti, da quelle di via Mameli il blocco dei gioielli è ancora presente al completo in rosa. Difficile investire senza lasciar andare parte del tesoretto tecnico, eppure da Cragno a Simeone passando per Nández, Joao Pedro e Rog i 5 alfieri rossoblù sono ancora a disposizione di Di Francesco. Il futuro prossimo ha il nome di Radja Nainggolan, altro investimento che potrebbe dare l’ennesimo colpo alle casse societarie che non vivono il momento migliore da quando Giulini ha preso le redini del Cagliari.

Dall’Atalanta all’Udinese – Il modello bergamasco è rimasto un’idea quasi utopica, il settore giovanile di Zingonia una delle chiavi del successo nerazzurro. Il Cagliari ha provato a seguirlo, la crescita della primavera sotto lo sguardo attento di Max Canzi non può essere nascosto, ma oltre i successi dei giovani manca ancora quel salto nel calcio dei grandi o per lo meno la crescita economica che il lancio dei ragazzi porterebbe. Più che un modello Atalanta quello del Cagliari di quest’estate 2020 sembra prendere la strada del modello Udinese a cavallo tra gli anni novanta e il duemila. I giovani del territorio che prendono altre strade, la più battuta quella di Olbia dalla quale per ora difficilmente si torna, mentre la società guarda all’estero per portare in Sardegna giovani di prospettiva. Da Zappa a Tripaldelli, da Luvumbo ai fratelli Tramoni gli investimenti hanno guardato lontano dall’isola, mentre i vari Gagliano, Marigosu e compagnia hanno preparato le valigie in direzione Gallura. Il progetto Olbia ha ora Max Canzi come condottiero, un aiuto a quei giovani che l’ex allenatore della Primavera rossoblù conosce bene e che potrebbe permetterne una crescita finora restata solo un’idea.

Una terra, un popolo, una squadra – Lo speaker che dopo la lettura delle formazioni recita la frase, lo striscione in bella mostra, una terra, un popolo, una squadra. L’identità come faro, anche se poi sul campo i ragazzi faticano a trovare il loro spazio con la maglia rossoblù. Carboni dopo le gare sotto il regno di Walter Zenga è in bilico tra un prestito in B e il ruolo da comprimario in prima squadra, Ladinetti è al centro dell’intrigo Nainggolan e di una questione rinnovo spinosa, Simone Pinna vive un’altra estate senza sapere di che morte (sportiva) morirà. Il campo è ovviamente il giudice supremo, è lecito che il Cagliari non veda nei propri ragazzi dei prospetti pronti per il grande salto, anche se il tutto stona con gli acquisti di altri giovani pari età che dovranno dimostrare allo stesso modo di poter ambire a un posto al sole. Il recente passato con  Ceter e Despodov non sembra aver dato le risposte sperate, il solo Walukiewicz sembrerebbe essere l’unico in grado di tenere botta nel calcio dei grandi.

Un Cagliari dunque più simile a ciò che fu l’Udinese che a ciò che ha permesso all’Atalanta di completare la scalata verso le posizioni di vertice, le rivoluzioni hanno bisogno di tempo e i passi falsi sono nell’ordine delle cose, ma resta la sensazione che aldilà dei proclami a parole, l’identità sia una bandiera che può far sognare i giovani del vivaio e poco dopo cancellarne le aspettative.

Matteo Zizola

 

AL BAR DELLO SPORT

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9 Commenti
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Anto 67
Anto 67
02/10/2020 14:17

Nel 69/70 non è che i sardi fossero tantissimi…..

Tore
Tore
02/10/2020 00:13

Barella non e merito di giulini ma di chi a creduto in lui e lo ha fatto giocare rischiando di persona

Tore
Tore
02/10/2020 00:06

Con mancosu avremmo sostituito il ningia
Con meno soldi….daltronde a fatto mi sa 15 gool e tamti assist …resa superiore al ninja con meno sprechi e non avrebbe svenduto qualche nostro talento …caro giulini sei poco sincero …non so sr df realizera il suo modulo che sofoca la fantasia dei giovani ragazzi per imporre il suo credo….dovrrbbe essre il contrario

Ivano
Ivano
In risposta a  Tore
02/10/2020 10:37

Si si…Mancosu uguale, anzi superiore a Radja….crediamoci

Tore
Tore
01/10/2020 23:26

Penso che fra tutti questi qualche sardo non guasterebbe ne parliamo tanto …ma li teniamo fuori ….ipocriti …viva zenga ……ancora via giulini df ninja viva i ssrdi e la sardegna ….non lasciamoci abindolare da quest mercenari

Arm.
Arm.
01/10/2020 23:15

Paga nainggolan e tieniti stretti i giovani oppure applica il diritto di ricomprarli

Adriano
Adriano
01/10/2020 23:10

Tutto vero. Che tristezza. Non solo non si da fiducia ai giovani sardi, ma si prendono giovani (Zappa Trippaldelli) “stranieri” per fare panchina. Ora Giulini si incaponisce con Nainggolan come se non ci fosse già stato l’anno scorso e il Cagliari si è salvato alla terzultima giornata. Grande Rajia, ma ci vuole ben altro per le idee senza soldi di Giulini. Tanto vale non regalarne qualcuno all’Inter e rischiare facendone giocare qualche altro.

Tore
Tore
01/10/2020 23:06

Penso che sia la realta ….per il ninja lo stronzo e ipocrita giulini sta svendendo il futuro dei giovani sardi mercenario ipocrita ..via dai co….ningia df e giulini…ecco perche ha fatto fuori zenga
Ddue visioni diverse sul calcio e affari
Wiva zenga …via df e giulini il mercenario con df wiva anche a cellino

Giuseppe
Giuseppe
01/10/2020 18:47

E Barella? Dimenticato?