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Mal di trasferta da combattere

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L’analisi sul Cagliari visto a Udine nell’ultima del 2018.

La sconfitta del Cagliari a Udine ha lasciato intatta la posizione di classifica, ma allo stesso tempo ha lasciato in dote una prestazione preoccupante dei rossoblù.

Maran termina così il girone d’andata in piena media salvezza, venti punti come il Cagliari di Rastelli prima e Lopez poi un anno fa, ma la sensazione è che dal Friuli si torni con meno certezze e con la speranza che la sosta porti nuovi elementi nella rosa a disposizione del tecnico.

Dopo la vittoria contro il Genoa nel boxing day, Barella e compagni hanno perso l’occasione di tenere a distanza una Udinese tutt’altro che insormontabile, mostrando nuovamente quel mal di trasferta contro le dirette concorrenti per la salvezza. Il Cagliari, a maggior ragione dopo l’infortunio di Castro, è una squadra arcigna e tatticamente attenta, un undici organizzato e solido: quando manca l’atteggiamento, quando i reparti non sono corti e le seconde palle sono preda spesso degli avversari, i rossoblù non hanno le caratteristiche per sopperire con fantasia, tecnica e colpo del singolo.

Come a Empoli e Roma, anche a Udine il Cagliari non ha messo in campo l’attenzione e la grinta sempre mostrate fra le mura amiche e, pur non mancando l’impegno, si è vista una squadra girare a vuoto e assolutamente inefficace nella metà campo avversaria. Le tre partite in pochi giorni sembrerebbero aver eroso più la forza mentale che quella fisica, anche se gli impegni ravvicinati non possono essere un alibi che spiega i problemi mostrati in trasferta nella prima parte di stagione.

Anche Maran sembra essere mentalmente stanco: i primi mesi alla ricerca dell’assetto giusto, poi la mossa di Castro trequartista, infine l’infortunio del Pata e il rompicapo del trequartista da risolvere. Dopo aver modellato la squadra contro il Napoli rinunciando al numero dieci e imbrigliando così gli avversari, in trasferta non ha voluto abbandonare il rombo e a Udine ha anche rilanciato il tema del terzino sinistro: senza Padoin puntare su Pisacane non ha dato gli esiti sperati, togliendo anche le certezze di una coppia centrale che aveva fatto bene contro il Genoa e lasciando in panchina ancora una volta Pajac.

Ora con la sosta arriva anche il mercato e Maran spera poter avere maggiori soluzioni al ritorno in campo in Coppa Italia contro l’Atalanta, così da poter fare le prove generali per la prima di ritorno contro l’ Empoli alla Sardegna Arena: la priorità è il sostituto di Castro, ma dopo Udine si è avuta la conferma che non è l’unica pecca della rosa. Mantenere le mura amiche fortino (quasi) inespugnabile, visti i problemi lontano da casa, sarà fondamentale.

Matteo Zizola