Cagliari: Maran, ora serve coraggio

Scorie, negatività, mentalità. Sono queste le tre parole chiave della conferenza stampa di Rolando Maran al termine della sfida contro il Milan. Concetti ribaditi anche nelle dichiarazioni in vista della partita di Coppa Italia Inter-Cagliari.

Comunicazione non verbale: Quello nell’immediato post partita contro i rossoneri è un Maran in forma quasi inedita: meno pronto del solito e più nervoso e titubante nel calibrare bene le parole. Normale in un momento di difficoltà ma comunque da registrare per un tecnico che ha sempre fatto della fermezza e della capacità di vedere il risvolto positivo anche nelle sconfitte un proprio marchio di fabbrica.

La ricerca dell’equilibrio: La sensazione è che Maran stia cercando di risolvere la crisi di risultati del Cagliari riportando la situazione allo stato di partenza, ossia fino al 93′ della gara contro la Lazio. Il tecnico è alla costante ricerca dell’equilibrio perduto. Non a caso alla domanda dei giornalisti che chiedevano spiegazioni, per l’ormai consueto cambio Simeone-Cerri con la squadra in svantaggio, l’allenatore trentino ha giustificato la scelta con la ricerca dell’equilibrio in campo. Il problema è che a volte per uscire da una situazione di disordine serve una scossa forte, un andare fuori dalla propria zona di comfort, che porti a un risultato inaspettato e ristabilisca l’ordine iniziale. Insomma, sembra che al Cagliari serva un gesto di coraggio, una decisione fuori dagli schemi, che dia l’energia per una pronta risalita. Affidarsi al conosciuto al momento non sta pagando, anzi ha riportato la squadra a rivedere da vicino vecchi fantasmi: incapacità di reagire a un gol subito, disattenzioni difensive e difficoltà nel creare con continuità delle occasioni da gol.

Bocciatura per la Primavera: Per la sfida contro l’Inter Maran non ha chiamato nessuna sorpresa dalla Primavera. Una scelta particolare, specie vista la necessità di far rifiatare qualche giocatore e la possibilità di provare qualche ragazzo che bene sta facendo con Max Canzi. Anche solo una trasferta con la prima squadra come quella di Milano in Coppa può essere importante per un giovane in rampa di lancio. Maran ha confermato però quello che aveva detto dopo il Milan in zona mista: “Pensiamo a ricompattarci tutti insieme”. E quindi ha dato fiducia al suo gruppo. Certo in attacco vista la coperta corta con solo Cerri e Simeone punte di ruolo non avrebbe sorpreso la convocazione di Gagliano (9 gol in 13 presenze in Primavera 1). E un posto in panchina come alternativa a chi gioca sempre forse l’avrebbero meritata anche il difensore Carboni (doppietta nell’ultima con il Chievo) e il regista Ladinetti (con Maran contro il Milan). Senza dimenticare che per la fascia destra Maran ha il solo Faragò. Forse la convocazione e anche il lancio di un Primavera sarebbe stata una buona scossa per il gruppo. Maran però conosce bene il suo spogliatoio e i suoi equilibri interni e allora a San Siro vedremo un turnover ragionato, con Castro e Ionita pronti a riprendere in mano il centrocampo, Lykogiannis che spinge a sinistra e il dubbio in attacco: si potrà giocare con due punte, Cerri e Simeone insieme? Maran cercherà l’equilibrio con le sue pedine, quelle che conosce e che sa come gestire. Ma è una partita a scacchi delicata perché una mossa falsa tra la sfida di Coppa Italia e la prossima gara in campionato all’Inter potrebbe metterlo sotto scacco.

Roberto Pinna

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