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Cagliari, Mazzarri e lo sguardo aperto e dritto nel futuro

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Pensare positivo dopo le sconfitte e fermare ogni tipo di esaltazione una volta sfatato il tabù vittoria. Sono il bastone e la carota di Walter Mazzarri da San Vincenzo, voglioso di toccare le corde giuste per modellare il suo Cagliari.

Via l’etichetta
Arrivato in Sardegna con una certezza, quella difesa a tre che tutti o quasi si aspettavano. Invece Mazzarri ha sorpreso fin dall’esordio all’Olimpico puntando sulla retroguardia a quattro e utilizzando solo a sprazzi il trio davanti a Cragno. Un ritorno alle origini rossoblù che è diventato totale dopo l’uscita di Dalbert e le difficoltà riscontrate nella seconda parte del primo tempo contro la Sampdoria. Il rombo è così tornato a prendere la scena rossoblù e ora, in vista di Firenze, aumentano le possibilità di una conferma del 4-3-1-2. Il presente, infatti, parla di un Dalbert sicuro assente al Franchi, dopo la lesione del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro patita nello scontro con il blucerchiato Colley. Una tegola che apre diversi scenari tattici per Mazzarri, da quella difesa a tre tenuta finora quasi sempre nel cassetto, fino al rombo di centrocampo visto dalla mezz’ora di gioco in poi nella vittoria contro la Sampdoria.

Dubbi viola
D’altronde il Cagliari ha una rosa di per sé con alcune lacune che, giocoforza, diventano profonde una volta che si prende la strada del cambio tattico. Costruita per il 3-5-2 o per il 3-4-2-1, la squadra in mano a Mazzarri ha nella fascia sinistra forse le mancanze maggiori. Pensando a un solo cursore, infatti, il duo Lykogiannis-Dalbert sarebbe alternativo, ma con il 4-4-2, o comunque con due giocatori sulla fascia mancina, ecco che vengono a mancare le alternative al greco e al brasiliano nuovi titolarissimi di Mazzarri. Proprio l’allenatore rossoblù deve aver pensato anche a questa lacuna quando Dalbert è uscito malconcio dalla sfida contro i doriani, fino a inventare un Marin largo sulla corsia e a modificare la struttura passando al trio in mezzo al campo più un trequartista. Il tecnico toscano dovrà sfogliare una margherita con pochi petali e fare una scelta prima di sistema e poi di uomini. La coperta corta non aiuta e nelle prime apparizioni proprio Mazzarri ha dimostrato di non gradire le forzature dei singoli, leggasi un Nández mai spostato a sinistra – come fatto sia da Di Francesco che da Semplici – o uno Zappa a piede invertito.

Valutazioni
“Oggi ho visto dove penso che bisogna migliorare, poi ne parlerò con la società”. Mazzarri, nella conferenza stampa post Sampdoria, ha fatto capire che gennaio sarà il mese delle toppe. Sondata la truppa durante la sosta, l’allenatore rossoblù ha fatto il punto della rosa a disposizione, ha compreso quali siano le potenzialità e i difetti, ha probabilmente intrapreso una strada tattica di dettami e posizioni la cui riuscita dipende anche dal materiale a disposizione. L’infortunio di Dalbert un segnale domenicale che è diventato più rumoroso in vista del prossimo futuro chiamato Franchi e, forse, non solo. Le poche alternative per rotazioni efficaci un ulteriore problema, il tema sudamericani a fare capolino. Perché, Mazzarri dixit, “gli uruguaiani qui a Cagliari sono tanti, se ne hai quattro tutti importanti e li perdi, tante cose non puoi lavorarle con tutta la squadra”. E non è un caso che più che sulla dormita difensiva sul gol di Thorsby, il tecnico abbia sottolineato la gestione sbagliata del possesso che ha portato al corner da parte di Nández. Frutto di stanchezza mentale post viaggio transoceanico, così come quello slot dei cambi usato per rimpiazzare Godín con Ceppitelli, mentre Caceres, il meno utilizzato da Tabarez, è stato il più lucido. Pereiro, infine, è rimasto a guardare, forse il più penalizzato dalla mancata cura Mazzarri e ancora oggetto misterioso tatticamente per l’allenatore rossoblù.

Novembre porterà una nuova sosta, nuovi viaggi e nuove corse contro il tempo. Dicembre unico mese senza che l’Uruguay chiami i quattro moschettieri rossoblù, poi con gennaio ripartirà la danza. Senza dimenticare che con l’anno nuovo alle assenze si aggiungerà quella di Keita Balde, impegnato nella Coppa d’Africa con il suo Senegal. Tutti elementi che si aggiungono a quella presa di coscienza di Mazzarri dopo la sfida contro la Sampdoria, un messaggio alla società che parla già la lingua del mercato di gennaio. Perché l’ex allenatore di Torino e Napoli sa che la salvezza è l’obiettivo numero uno, ma che chi si accontenta difficilmente gode.

Matteo Zizola

 

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