Cagliari mi fai emozionare

Il nostro editoriale dopo la vittoria per 2-1 contro l’Inter da parte del Cagliari di Maran.

Nessuno credeva ad un Cagliari gagliardo, propositivo, qualitativo e letale per l‘Inter. Forse solo Rolando Maran, le cui parole alla vigilia sembravano i classici tentativi di circostanza finalizzati a mostrare una faccia diversa ma non veritiera. E invece al tecnico trentino va dato il merito di aver ritrovato all’ennesima potenza quel Cagliari che molto era piaciuto nella prima parte di stagione, per esempio contro Milan e Juventus.

Il primo tempo al cospetto dei nerazzurri è stato certamente la miglior faccia stagionale, e anche nella ripresa i sardi sono riusciti a gestire stanchezza e pressione interista, finendo per guadagnarsi addirittura l’epilogo con le mani staccate dal manubrio, reso impossibile dall’errore di un Barella al solito scintillante. Delle emozioni vissute e fatte vivere dai rossoblù, nonché delle singole prestazioni, ha già ben detto Nanni Boi nella puntata del suo Ridateci l’Undici (leggi qui). 

Non resta che sottolineare una squadra ai limiti della perfezione. Pronti, via e sono state scacciate tutte le diffidenze che arrivavano da mesi difficili, fatti di infortuni, scelte sbagliate, dubbi legati al valore dei calciatori, dell’allenatore e delle prestazioni. Invece si è dimostrato una volta di più quanto in tanti sostengono da tempo, e che scriviamo ripetutamente su queste pagine: il Cagliari sa fare molto meglio di scialbe recite che stavano diventando abitudine. All’insegna dell’audacia, ecco che anche il pizzico di fortuna può andare a proprio vantaggio, proprio come successo contro l’Inter.

Maran avrà forse capito che si può osare, puntando a proporre e offendere (sportivamente) non solo a parole. Sovente le dichiarazioni battagliere in sala stampa risultavano stucchevoli alla luce di quanto si vedeva in campo. Se, invece, in campo si vedono la propulsione di Pellegrini (che innesto, purtroppo in prestito secco!) e Srna, la verticalità di Faragò e Ionita (si sarà capito che non è il trequartista ideale, dopo averlo preferito prima a Castro e poi a Barella, fornendo il Cagliari peggiore?) e l’onnipresenza del fenomeno di casa, ecco che anche Pavoletti appare meno isolato e gli altri possono emergere grazie al sacrificio. La lotta salvezza si mette dunque benissimo, l’ultimo sforzo potrebbe davvero essere il sacco di Bologna nel pranzo di domenica 10 marzo. Non tortellini, ma tre punti della staffa.

Fabio Frongia

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