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Il rigore trasformato da Biraghi per l'1-0 della Fiorentina | Foto ACF Fiorentina

Cagliari, netto passo indietro a Firenze: urge riavviare il sistema

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“Sono curioso di capire se questa settimana sarà stata utile”. Alla vigilia della trasferta di Firenze Walter Mazzarri aveva usato queste parole, andando ad aggiungersi alla folta schiera di chi avrebbe voluto pesare il successo interno contro la Sampdoria.

Difficilmente il tecnico rossoblù si sarebbe aspettato una disfatta come quella di ieri contro i ragazzi di Italiano, che hanno celebrato nel migliore dei modi il ritorno al Franchi della Curva Fiesole, rifilando tre sonori sganassoni a Joao Pedro e soci. Sì, perché il 3-0 con cui i viola hanno asfaltato i sardi ha assunto le proporzioni di una vera Caporetto, con gli ospiti annientati dalla verve di Saponara e Gonzalez, oltre alla voglia di far gol di Vlahovic, certamente più sopportato che supportato dai tifosi fiorentini. 

Bocciatura sonora
I 3 gol subiti portano il totale stagionale a 20, per la disperazione di tanti fantallenatori che rapidamente si sono sbarazzati del povero Cragno dopo il rendimento a dir poco deficitario del reparto difensivo. E, seguendo il vecchio adagio sulla sviluppatissima vista della malasorte, va sicuramente ricordata l’ecatombe che ha privato Mazzarri di Godin, Walukiewicz e Oliva prima della partenza per la Toscana, seguiti a stretto giro di posta da Strootman prima del match e dal duo Celeste Caceres-Nández durante lo stesso. Una vera disdetta per il tecnico di San Vincenzo, costretto ad affidarsi ai vari Zappa, Bellanova e Obert, curiosamente il migliore dei suoi per spirito di adattamento e voglia, nonostante il ruolo di esterno sinistro di centrocampo. La faccia di Mazzarri durante la conferenza stampa del post gara era più eloquente di mille discorsi: una prova di maturità certamente fallita dai suoi, fallimento come detto acuito dai meriti viola e dalla sfortuna. Ma se l’attacco non ha prodotto nulla in 90 minuti (zero occasioni da gol contro le 8 viola), qualche domanda sarà pure lecito porsela in casa Cagliari, a maggior ragione quando la pancia social rumoreggia per la quadripletta di Giovanni Simeone, le cui vedove si moltiplicano sempre più.

Montagne russe in attacco
Nel prepartita eravamo stati chiari: questo Cagliari per accendersi deve affidarsi a Marin, Joao Pedro e Keita Baldé. Ebbene, davanti a Biraghi e soci il trio dell’Ave Maria rossoblù non ha mai trovato l’allegorica chiave di accesso alla rete wi-fi del match. Il rumeno è tornato vittima della maledizione del regista, che lo aveva colpito per metà della stagione scorsa. Assente Strootman, in un centrocampo formato non proprio da fini dicitori come Deiola, Nández e b, il maggior tasso tecnico dell’ex Ajax nelle idee di Mazzarri avrebbe dovuto garantire un minimo di geometrie. Ma il buon Raz non è riuscito a fare quanto richiesto, incappando in una giornata nerissima. Quasi come quella di Keita, colpevole del fallo di mano che ha cambiato la partita, dandole decisamente una cornice di colore viola. Mentre il Cholito ex titolare della numero 9 rossoblù metteva a ferro e fuoco la difesa della Lazio, quello attuale provava a combattere una guerra non adatta alle sue armi contro Milenkovic e Martinez Quarta, che hanno giganteggiato a protezione della porta difesa da un Terracciano spettatore non pagante. Anche capitan Joao Pedro ha vissuto 90 minuti da incubo, confermando che l’erba dell’Artemio Franchi per lui è autentica kryptonite, mentre Pavoletti ha provato a mettere quantomeno il fisico ma senza risultati.

Pereiro, chi l’ha visto?
Un rendimento ondivago, insomma, che non può che impedire ai rossoblù di trovare continuità di gioco e risultati. Restando ai singoli, chiusura d’obbligo su Pereiro, entrato al 57′ insieme a Grassi (ancora lontanissimo da una condizione fisica accettabile per potersi giocare una maglia da titolare) e allo stesso Pavo: il tempo per lasciare il segno c’era tutto, ma del Tonga non si è vista traccia. E dire che ieri in campo c’era un giocatore con caratteristiche simili, che ha davvero spaccato la partita, quel Riccardo Saponara che si è fatto beffe in serie di Caceres, Zappa e Bellanova, tra assist e un clamoroso palo che, in caso di gol, avrebbe fatto venir giù la Fiesole. Se il numero 8 viola è un calciatore incostante, il 20 rossoblù nelle ultime partite è stato sì costante, ma in negativo.

Chissà se nelle parole di Mazzarri nel postpartita (“Cosa può servire a gennaio? Inizio ad avere delle idee chiare”) ci fosse un riferimento anche ai cambi e al loro fattivo apporto al match. Difficile, se non impossibile saperlo. Di sicuro c’è solo che mercoledì il Cagliari tornerà in campo contro la Roma di José Mourinho, che ieri ha rallentato la corsa del Napoli di Spalletti con una gara gagliarda e che scenderà nell’Isola con la chiara intenzione di fare punti. Reset and reboot, azzerare e riavviare, sperando nella clemenza e nella carica del pubblico dell’Unipol Domus: solo così la truppa di Mazzarri potrà riprendere a respirare aria buona e ritrovare il giusto percorso per uscire dal pantano della zona retrocessione. 

dall’inviato a Firenze Francesco Aresu 

 

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