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Cagliari, niente retorica: sei da ultimi posti in Serie A

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Il pareggio tra delusione e contestazione contro la Salernitana ha mandato diversi messaggi al Cagliari. Alcuni sono delle conferme, come un aspetto psicologico di gruppo che appare ai limiti del recuperabile. Un altro aspetto emerso alla Unipol Domus in maniera chiara ed evidente va controcorrente rispetto a quello provato a raccontare in questi mesi da dirigenti, giocatori, allenatori e persino avversari: il Cagliari contro i granata ha dimostrato di avere una cifra tecnica da ultime posizioni in Serie A, al di là di alcuni nomi sicuramente non da lotta per la salvezza e altri con un curriculum pesante ma ormai arrivati agli ultimi giri di carriera.

Difficoltà
Parliamoci chiaro, il primo tempo tra i ragazzi di Colantuono e i rossoblù ha fatto capire a tutti perché Salernitana e Cagliari si trovino appaiate con gli stessi punti sul fondo della classifica del campionato in corso, nonostante una gara in più rispetto alle altre. Difficoltà nel giro palla, mancanza di continuità nell’idea di gioco e in generale una serie di errori tecnici evidenti. Nella ripresa il Cagliari, spinto dai suoi giocatori oggettivamente più forti di una semplice lotta per non retrocedere (Marin, Nandez, Joao Pedro), ha alzato i giri del motore ed è passato in vantaggio, avendo anche occasioni per chiuderla. Ma è spesso mancato il passaggio giusto, la lettura di gioco corretta o il tempo buono per l’inserimento. E alla fine la Salernitana ha pareggiato più per fame e per errore evidente del Cagliari che per bravura propria a livello tecnico.

Qualcuno dirà: è la testa che condiziona le giocate di questa squadra. Vero, sicuramente il morale sotto i tacchi dello spogliatoio è un aspetto che incide. Riguardando a tutti gli scontri salvezza però il Cagliari sembra una delle squadre più indietro a livello di giro palla e qualità di gioco del torneo in corso. Non a caso i rossoblù hanno vinto solo contro la Sampdoria e hanno subito gol in ognuna delle partite di questa stagione. La cosa che preoccupa è che nel girone di ritorno tutti gli scontri diretti salvezza saranno in trasferta: Spezia, Genoa, Empoli (che alla Unipol Domus ha dato una lezione ai sardi), Venezia, Sampdoria e Salernitana. Un dato che non lascia troppo fiduciosi.

Crisi
A livello di braccino mentale la sintesi perfetta è la gara di Nahitan Nandez. Una gara fatta di voglia e lotta per 90′ e poi un errore di superficialità in marcatura non da lui nel momento caldo della sfida a pochi giri d’orologio dal traguardo. Rialzarsi dopo la Salernitana sarà durissima, anche se Joao e compagni hanno garantito nel duro scontro con i tifosi avuto al triplice fischio che daranno tutto fino alla fine. Intanto però Mazzarri, che oggi fa allenare subito la squadra e che parlerà in maniera molto schietta ai suoi – come confessato nella pancia dello stadio dopo la Salernitana, perché: “Certe leggerezze sono inspiegabili, chiederò ai giocatori il perché” – dovrà iniziare a trovare un metodo per fare alzare la cifra tecnica a questa rosa. Nomi, proclami e alibi ormai sono passati, contro i granata i sardi hanno mostrato tutti i limiti di gioco e identità di questo gruppo. E al contrario di quello che per tanto, forse per troppo, ci siamo raccontati e abbiamo sentito dire in questi mesi: il Cagliari merita il fondo della classifica in Serie A.

Roberto Pinna

Al bar dello sport

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