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Cagliari, parola di Dei: “Radunovic? Meglio esordire a San Siro”

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La scorsa stagione toccò a Vicario prendere il posto di Alessio Cragno a San Siro. Quest’anno, nella gara sempre del Meazza in programma domenica 29 agosto alle 20:45, sarà Boris Radunovic a essere chiamato in causa per rimpiazzare l’estremo difensore di Fiesole. L’anno passato fu l’Inter il battesimo rossoblù in Serie A di Vicario, sarà invece il Milan a bagnare l’esordio ufficiale con il Cagliari del portiere serbo.

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In avvicinamento alla gara valida per la seconda gara di campionato, abbiamo chiesto all’ex preparatore dei portieri rossoblù David Dei un parere su Radunovic, da lui allenato per un breve periodo a Cremona nella stagione 2018-2019 in Serie B. Iniziando dall’infortunio di quello che è un vero e proprio pupillo di Dei, Alessio Cragno.

“Guardando il bicchiere mezzo pieno fortunatamente dopo la prossima partita contro il Milan c’è la sosta per la nazionale. Quindi le gare che perderà speriamo che siano il meno possibile, perché comunque il valore di Alessio per il Cagliari lo conosciamo”, queste le parole di Dei sul suo ex numero uno ai tempi del Cagliari. “Auguriamoci che l’infortunio non sia più lungo del previsto”, ha aggiunto, “lui è anche uno che ha una soglia del dolore molto alta, quindi una volta che sarà clinicamente guarito lui rientra in campo subito. Ricordo l’anno che ero a Cagliari, fu buttato in campo contro la Sampdoria dopo che era due mesi praticamente fermo e fece un partitone. Anche mentalmente non ha molti problemi ad approcciare la gara e anche a rientrare in campo senza praticamente essersi mai allenato. Speriamo davvero perda meno partite possibili, mi dispiace per lui perché sicuramente sarebbe ripartito molto carico anche per dimostrare nuovamente, per l’ennesima volta il suo valore. La mancata convocazione all’Europeo è stata un’ingiustizia per quello che è stato il suo percorso”.

Sulle qualità di Radunovic
Io l’ho allenato due mesi a Cremona perché quando noi siamo arrivati lui si era appena rotto il crociato nella partita precedente. L’ho in pratica allenato gli ultimi due mesi della stagione, facendo anche tre-quattro allenamenti individuali con lui, perché aveva bisogno di fare di più rispetto agli altri in vista degli Europei Under 21 con la Serbia, dove tra l’altro fu anche uno dei pochi a fare bene. È un portiere chiaramente con grandi qualità fisiche, tecnicamente e tatticamente aveva aspetti su cui doveva lavorare e migliorare, soprattutto – e se n’era reso conto anche lui, tanto che impostammo allenamenti ad hoc – per la struttura fisica che ha era molto carente sulle palle alte. Aveva una posizione di partenza molto bassa, avrebbe dovuto lavorare molto su quell’aspetto lì anche per prendere coraggio e consapevolezza sulle palle alte. È un portiere bravo con i piedi, un’ottima presenza tra i pali, non molto pulito tecnicamente, a volte nel gestire la presa perdeva qualche palla che avrebbe potuto magari gestire in maniera diversa”.

Sulle criticità del serbo
“Il problema più grosso di Radunovic è quello che nasce dal suo percorso di crescita che si è completamente interrotto. Lui veniva da due campionati di B giocati discretamente e a Cremona avrebbe dovuto disputare il campionato della cosiddetta consacrazione. Invece aveva giocato dieci gare così così e poi si era fatto male, negli ultimi due anni praticamente non ha mai giocato perché è andato a Verona e ha fatto tre partite, l’anno scorso a Bergamo ha fatto il terzo e zero presenze. Quindi il vero punto interrogativo grosso è che gli manca la partita”.

Sul ruolo di vice Cragno
“Nella partita secca, nella speranza che i primi interventi siano puliti, diventa molto importante come lui comincia la gara, per prendere fiducia e coraggio. Che faccia bene le cose semplici, le prime giocate, le prime palle vaganti, che la prima parata importante la faccia pulita. Senza bisogno che faccia un miracolo, ma che cominci cercando di fare bene le cose semplici. È normale che se deve essere impegnato per un lasso di partite un po’ più lungo  qualche dubbio in più c’è, d’altronde è normale perché deve ritrovare la continuità e riacquistarla anche mettendo in preventivo qualche errore”.

Esordio a Milano, un bene o un male?
Dal punto di vista mentale è meglio rompere il ghiaccio a San Siro, sarebbe stata molto più difficile secondo me una partita in casa contro una squadra di seconda fascia nella quale devi assolutamente azzerare il margine d’errore. A Milano ha modo di impattare meglio la gara, anche di essere più sollecitato fin dall’inizio e quindi di entrare molto prima in partita. Sarebbe stato molto peggio secondo me esordire alla Unipol Domus contro una diretta concorrente, quando magari la prima palla ti arriva dopo 50 minuti e devi farti trovare pronto. Anche Vicario l’anno scorso mi ricordo che fu sollecitato subito all’inizio, fece bene e mi sembra disputò una buona partita. Meglio che succeda a San Siro contro il Milan il suo esordio”.

“Radunovic è un grande lavoratore”, continua Dei, “un ragazzo che ha gran voglia di arrivare e sono molto curioso anch’io di vedere come reagisce. Sono due anni che aspetto di rivederlo all’opera e mi auguro, sia per il Cagliari che per lui, che possa far bene. È un ragazzo meritevole che non è stato particolarmente fortunato negli ultimi anni, quindi mi auguro che possa essere questo un motivo, fermo restando il dispiacere per Cragno, per far vedere che anche lui merita questo palcoscenico visto che ancora lo deve, tra virgolette, dimostrare”.

Matteo Zizola

 

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