Un duello tra Nandez e Nainggolan in allenamento

Cagliari, puoi davvero rinunciare al play?

La sconfitta contro il Brescia continua a bruciare a Cagliari, inutile nascondersi. Le aspettative erano altre e l’inizio di stagione non è quello sperato.

Sui social e nei bar della città l’indiziato principale è uno solo: Rolando Maran. La critica più ricorrente rivolta al tecnico dei rossoblù è quella di aver schierato Nainggolan in mezzo al campo e non da trequartista, limitando così per molti la pericolosità del belga. Una critica condivisibile, forse, solo per la gara contro le Rondinelle, perché per il resto i numeri sembrano dare ragione a Maran. 

IL NUOVO CENTROCAMPO DI MARAN – Partiamo da una premessa di campo: da quando la campagna acquisti rossoblù è entrata nel vivo Maran ha modificato la squadra eliminando di fatto il regista classico. La risposta ai tanti galli nel pollaio (Rog, Nandez e Nainggolan) sin dalle amichevoli estive e dalla Coppa Italia contro il Chievo, prima del Brescia, è stata quella di giocare senza un play davanti alla difesa ma con Nainggolan tutto fare in mezzo. Spesso il ruolo di play è spettato a Rog, e l’ex Napoli sia a inizio gara contro il Leeds che contro il Chievo ha dimostrato di poterlo fare alla grande. Non è necessario infatti giocare in mezzo al campo per essere il play di una squadra. Dopo queste prime uscite l’idea di Maran sembrerebbe essere questa: Nainggolan in mezzo per contrastare e ripartire, Nandez di quantità da una parte e Rog di qualità e con compiti di regia dall’altra, davanti a loro un trequartista che agisca da play alto per collegare centrocampo e attacco. In linea teorica parliamo di un meccanismo che sembra vincente. 

I PROBLEMI DELL’ESORDIO – Cosa è mancato allora contro il Brescia? Rog. Senza la mezzala abile a fare da play il Cagliari si è rifugiato nella vecchia cattiva abitudine del lancio verso la punta e spesso, ma senza successo, ha tentato l’arma dei cross che però con 45’ minuti senza Pavoletti perde di senso. Cerri infatti non è abile, nonostante la stazza fisica, come la punta livornese nel gioco aereo. Inoltre Birsa, anche se in netta crescita, non ha ancora la condizione fisica per agire da play alto e dopo 10’ ottimi si è spento faticando molto fino alla sostituzione. Non è un caso che come è entrato Castro il Cagliari abbia iniziato a ingranare. La vecchia invenzione di Castro da trequartista, se il Pata trovasse continuità fisica, pagherebbe molto.

NINJA DIETRO O TREQUARTISTA? – L’idea di Maran, seppur discutibile dopo una sconfitta del genere, pare corretta. Nainggolan dietro con Nandez e Rog e un “10” tra le linee a dare fantasia, al momento con Castro che sembra più adatto al ruolo di Birsa. Il tecnico, almeno contro un Brescia dal centrocampo atletico e speculare, forse avrebbe dovuto abbandonare, temporaneamente, il percorso intrapreso verso questa direzione per rispolverare il regista. Ma siamo nel campo dell’ipotetico. Nel concreto i numeri dicono che Nainggolan, in quello che è stato il suo ruolo prima che ci abituasse a vederlo avanzato di qualche metro, ha recuperato 13 palloni (migliore dei rossoblù in campo) e vinto 7 duelli (migliore insieme a Nandez). Il problema dunque non sembra essere Nainggolan dietro, anzi, il problema principale è che il Cagliari si sta ancora abituando al gioco senza il regista classico e che senza una mezzala con compiti da play, come Rog, si fa ancora fatica perché Birsa per ora tende a schiacciarsi troppo sulle punte dando meno alternative al gioco dietro. 

Roberto Pinna

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