Cagliari, quale formazione?

Venerdì alle 11 allenamento a porte aperte alla Sardegna Arena.

Il Cagliari ha in mano un match-point salvezza. Domenica alle 12.30 scende in campo in casa del Bologna terzultimo, già battuto all’andata. I tre KO di fila (immeritati) dei felsinei e soprattutto la vittoria contro l’Inter hanno cambiato gli scenari per i rossoblù di Rolando Maran. Necessario dare il colpo di grazia, morale a mille e unici intoppi che arrivano dalle assenze degli squalificati Cigarini e Faragò da fronteggiare. Assenze pesanti poiché incidono in uno scacchiere che era parso perfetto al cospetto dei nerazzurri.

L’emiliano aveva mostrato la sua miglior versione in regia, legittimando il fatto di essere stato scelto a più riprese al posto di Bradaric. Toccherà nuovamente al croato, che avrà dunque un’ottima chance per dimostrare di essersi messo alle spalle il momento negativo. L’ex Novara ha invece quelle caratteristiche di verticalità in grado di fornire al Cagliari la doppia dimensione (offensiva e difensiva) che né DeiolaPadoin possono garantire. Sono il sangavinese e il friulano (favorito) a giocarsi la maglia di interno destro.

Il Cagliari audace, propositivo, pimpante potrebbe però sorprendere e sistemarsi in modo più offensivo, anche perché Birsa e Thereau sono tornati disponibili, seppur non al top. Ecco allora che Maran potrebbe schierare Barella in mediana (con Bradaric e Ionita), arretrando Joao Pedro (il Bologna porta bene al dieci) con Despodov-Pavoletti in avanti.

C’è poco da perdere, tanto da guadagnare, e una libertà mentale che dovrà essere di grande vantaggio. Il Bologna gioca in modo simile all’Inter a livello tattico, con meno qualità dei meneghini e un coraggio certamente opposto al poco redditizio difensivismo dell’era Inzaghi. Ecco perché fondamentale sarà approcciare la partita come fatto a Genova contro la Sampdoria e in casa contro l’Inter. Anche per imprimere una traccia alla gara e avere, qualora le cose dovessero mettersi male, la possibilità di andare all’attacco senza dover variare uno spartito votato al tutti dietro. Insomma, il Cagliari e Maran non dovranno cadere nell’errore di cedere alla paura aprioristica. Detto che vincere, o anche non perdere, potrebbe significare salvezza in tasca, a contare sarà soprattutto la prestazione. Per capire se davvero si sia intrapresa una luminosa, nuova strada a livello di progetto e mentalità. Tecnica e societaria.

Fabio Frongia