Cagliari, quando esce la serie tv sui rossoblù?

Da quando Giulini ha rilevato il Cagliari dalle mani di Cellino tre aspetti sono stati il filo rosso che ha legato la nuova presidenza rossoblù: il tentativo di crescere sportivamente, la querelle stadio e la strategia marketing.

Il salto di qualità nei risultati è arrivato in questa prima parte di stagione dopo anni di sofferenze, la nuova casa del Cagliari fatica a prendere corpo fermata dalla burocrazia e dalla politica, mentre il marketing è stato fin da subito il vero fiore all’occhiello della nuova era. I social, gli store, la promozione del marchio, una gestione non più “familiare”, ma da azienda moderna con obiettivi sul lungo termine, lo sguardo rivolto al mercato estero e tante altre iniziative che culmineranno proprio nel 2020, anno del centenario.

GLI ESEMPI NEL MONDO – E guardando al marketing un’idea potrebbe essere quella di una serie televisiva sulla falsariga di altre prodotte da società calcistiche in giro per il mondo: senza scomodare le grandi come Barcellona, Juventus e Manchester City che hanno colto la palla al balzo per auto promuoversi sui vari Netflix e Amazon Prime, il genere della serie televisiva ha visto cimentarsi anche realtà come quella del Sunderland o del Boca Juniors. Sunderland ‘til I die è un’icona per gli amanti delle storie calcistiche raccontate attraverso la camera da presa, una storia sportivamente drammatica che trasuda emozioni e che ha portato il Sunderland a essere conosciuto ancora di più fuori dai confini del Regno Unito. Boca Juniors Confidential è forse l’esempio che più si sposa con l’idea di una serie televisiva a tinte rossoblù: tra l’altro lo stesso Nández ha partecipato attivamente, fra aneddoti e gli interventi anche del presidente Angelici, lo sguardo rivolto spesso all’extra campo, il tifo, le iniziative sociali, le differenti storie personali di alcuni giocatori.

L’IDEA – Una terra, un popolo, una squadra, slogan ormai noto, sarebbe il titolo perfetto per una serie sul Cagliari: nell’anno del centenario potrebbe essere un’idea quella di affidare a un documentario una stagione che fin dai primi mesi si sta rivelando particolarmente interessante. Una produzione che potrebbe essere tutta sarda, non mancano infatti registi e autori nell’isola che probabilmente farebbero carte false per poter partecipare a un progetto di questo tipo. Gli ingredienti per una storia di successo ci sarebbero tutti: ovviamente il centenario con tutti gli avvenimenti celebrativi già pianificati da Giulini e i suoi collaboratori, ma anche il ritorno di Nainggolan nella sua città di adozione è una vicenda dai contorni cinematografici (sulla falsa riga del rientro dalla Cina al Boca di Carlitos Tevez in Boca Juniors Confidential) o ancora i metodi di allenamento della squadra di Maran, fra l’innovazione dei droni e la cura del minimo dettaglio.

POTENZIALI ARGOMENTI – Senza dimenticare i tifosi, una squadra che rappresenta un’intera regione, la crescita del settore giovanile, il rapporto con l’Olbia, la favola dei reietti che a Cagliari risorgono (Olsen, Simeone, Rog), il legame degli uruguaiani con la Sardegna, la vita e il riscatto di Fabio Pisacane, il ritorno di Daniele Ragatzu. O ancora la presenza in società di Daniele Conti, il capitano per eccellenza, o di Andrea Cossu, figlio della città. La vicenda stadio che se raccontata potrebbe spingere la politica a velocizzare la pratica e a far sì che ci sia un effetto domino per l’annosa questione anche a livello nazionale. E perché no, rinverdire i fasti dello scudetto del 1970, Gigi Riva, il gruppo di giocatori di quella squadra che ancora si incontrano a Cagliari senza dimenticare gli anni bui prima del ritorno in Serie A con Claudio Ranieri.

Il Cagliari ha una storia che merita di essere conosciuta, soprattutto quest’anno, soprattutto ora che il giubileo rossoblù è in corso. Anche con queste idee si può far crescere il marchio e diventare grandi.

Matteo Zizola

Sponsorizzati