“Ah, se ci fosse Cellino…” O forse no?

Il ricordo del passato targato Cellino e i mugugni su Giulini: chi ha ragione nel mondo Cagliari?

“Ah, se ci fosse Cellino…”. Alzi la mano chi non ha sentito o letto questa frase almeno una volta negli ultimi cinque anni.

In maniera ciclica e in corrispondenza dei periodi di magra del Cagliari la colonia dei nostalgici fa sentire la propria voce.
Mi sono sempre fatto una domanda, però: esattamente cosa rimpiangono costoro?
Comprensibile non essere finora soddisfatti della gestione Giulini, anche per i proclami con cui si era presentato, molto meno lo è rimpiangere una gestione che a livello di risultati ricalca ne più ne meno quella attuale.

“Nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi”, canterebbero Al bano e Romina.
Capita di sentire mistificazioni della realtà al limite dell’inverosimile.

“Cellino sì che era tifoso e capiva di calcio quando acquistò il Cagliari”.
Già, talmente tifoso e avvezzo al pallone dall’essere andato allo stadio, per sua stessa ammissione, a occhio e croce un paio di volte prima di prendere i rossoblù.

“Con Cellino al massimo un anno di permanenza in serie B su 22 anni di presidenza”.
Prima retrocessione nel 1996 , al quarto anno di presidenza. Dal 2000 al 2004 nella serie cadetta e la perla della stagione 2001/2002 conclusa con soli due punti di vantaggio sulla retrocessione in serie C.

“Cellino al primo colpo ci ha portati in UEFA ,Giulini in serie B”.
Evitiamo di riportare per mero pudore la rosa ereditata da Cellino rispetto a quella trovata dal suo successore. E aggiungiamo, solo per onor di cronaca, che Giulini è salito in sella senza trovare nemmeno uno stadio dove giocare, grazie alle mirabilie del rimpianto Massimo.

“Cellino non avrebbe mai portato allenatori simili”.
Ci siamo certo divertiti con i Tabarez, gli Allegri, anche i Ventura in determinati periodi. Direi un po’ meno con i Bellotto, i Sala, i Nuciari/Matteoli, i Gregorio Perez, i Materazzi, i Colomba, i Ficcadenti…

“Cellino era più istrionico e fumantino nel modo di fare e condurre la società”.
Ecco, se la discriminante per rimpiangerlo è questa , potrei pure essere d’accordo.

Lungi dal sottoscritto distribuire la patente del buono o del cattivo, trattasi semplicemente di ridare un loro ordine alle cose, scavando nell’oggettività della memoria storica. Intendiamoci, il presidente Tommaso di errori ne ha commessi tanti e continua a commetterne, come quello di perseguire la strada tracciata furbescamente dal suo precursore all’insegna de “il nostro scudetto è la salvezza”, mortificando una piazza dove per storia e potenzialità la permanenza in Serie A dev’essere il minimum e non il maximum cui aspirare.

Giulini potrebbe, poi, migliorare certamente a livelli di comunicazione.
In base ai sogni che dichiarò al suo arrivo, quello in corso sarebbe potuto/dovuto essere l’anno dello sbarco in Champions League, pensa un po te.
L’amaro presente invece racconta di uno spareggio salvezza da giocarsi a Bologna tra dieci giorni. Oddio, non che Massimo da Sanluri si presentò tanto diversamente. “Se ho deciso di acquistare il Cagliari non è certo per puntare semplicemente alla salvezza. Non sono certo uno che si accontenta”.

Devo essermele sognate le stagioni col freno a mano tirato scientemente, quando la squadra dimostrava sul campo di poter lottare per obbiettivi più prestigiosi del semplice mantenimento della categoria.
Eh ma sai abbiamo vinto dodici scudetti dei bilanci consecutivi.
Accidenti i tifosi si devono essere scordati di scendere in piazza a festeggiarli. La stabilità economica è importante, certo, ma diventa strumentale se utilizzata per far digerire serenamente un’esistenza sportiva di mediocrità perenne.

L’attuale proprietario ha sicuramente migliorato la società sotto l’aspetto “dell’apparire” (vedi voce marketing), ma in quanto “all’essere” assistiamo a un anonimo copia/incolla dell’ultimo ventennio.

Rimpiangere cosa, dunque?
Lo stesso Cellino ha dichiarato recentemente di girarsi di scatto quando sente nominare per radio o in tv “il presidente del Cagliari” convinto che si parli ancora di lui…
Ammetto di avere spesso la stessa sensazione.

Anno 2036, Tommaso Giulini ancora presidente:

Il Cagliari vivacchia in Serie B, una nuova idea di stadio del futuro è stata presentata per la 24esima volta in città.
L’allenatore è ancora Maran, che di recente ha provato un Padoin ormai 56enne come centravanti…
“Ah se ci fosse ancora Cellino”, penso tra me e me.

Anno 2036, Tommaso Giulini ancora presidente:

Il Cagliari gioca stabilmente in Serie A da ormai vent’anni senza mai rischiare la retrocessione.
Si è qualificato due volte in Europa League e una in Champions League.
Ha uno stadio gioiello e ha mostrato spesso una squadra dal gioco frizzante e divertente.
I tifosi orgogliosi gremiscono gli spalti e qualcuno sussurra “Ti ricordi Massimo Cellino?”

“Massimo Cellino chi? Ah si, quello del grano!”, penso tra me e me…

Mirko Trudu