Walter Zenga e Tommaso Giulini

Cagliari, tra buon senso e cassa integrazione

Nelle ultime settimane in casa rossoblù solidarietà e responsabilità sembrano essere le parole chiave nell’azione del club, ma restano alcuni interrogativi sul lato pratico delle varie scelte relative ai tagli.

Prima la scoperta della clausola di “buon senso” dentro il contratto di Walter Zenga, poi l’annuncio del presidente Tommaso Giulini sul taglio di una mensilità da parte dei giocatori e sulla cassa integrazione (dal 1 aprile) per tutti i dipendenti rossoblù. Il Cagliari per contrastare la crisi economica che sta colpendo il mondo del pallone a causa dell’emergenza coronavirus ha scelto la strategia del contropiede. Qualcosa, però, sembra poco chiaro nelle scelte comunicate dalla società sarda.

LA CLAUSOLA DI ZENGA

Di mese in mese – o meglio, di intervista in intervista – si vengono a scoprire nuove clausole presenti nel contratto di Walter Zenga. Fino a qualche giorno fa, come riportato anche dalla stessa Unione Sarda, tutti eravamo a conoscenza della clausola che prevede per il neo tecnico la conferma fino al 2021 solo in caso di posizione finale in classifica dall’ottavo posto in su. Difficile metterla in pratica, però, se non si dovesse più giocare. Poi l’Uomo Ragno, ospite a Radio Rai 1, ha parlato di una clausola di buon senso relativa all’emergenza coronavirus, inserita da lui e Giulini al momento della firma lo scorso 3 marzo. Zenga, però, non ha spiegato esplicitamente di cosa si tratti. Quello che si è potuto intuire è che il tecnico dovrebbe rinunciare a una parte dello stipendio mensile fino alla ripresa in sicurezza di allenamenti e campionato.

LA SCELTA DELLA SQUADRA

Nella puntata di Monitor su Videolina, poi, Giulini ha sorpreso un po’ tutti annunciando: “Noto un grande senso di responsabilità. Tantissimi nostri tesserati, (pausa, ndr) tutti i nostri tesserati, quindi non solo i nostri giocatori, hanno dimostrato senso di responsabilità e appartenenza rinunciando già da ora a una mensilità. Sicuramente la rinuncia di questa mensilità ci aiuta a coprire buona parte di questa perdita economica”. Su questa frase, senza voler minimamente sminuire la bellezza del gesto, restano però alcuni dubbi. Dalle parole di Giulini emerge che tanti, anzi tutti, hanno scelto di tagliarsi un mese di stipendi. Ma di chi si parla, nello specifico? Non solo i giocatori, quindi? Lo hanno fatto anche altri dipendenti, come magazzinieri, cuochi e addetti stampa, per fare alcuni esempi? E tra i giocatori tutti hanno accettato la stessa condizione? Anche quelli in prestito o in scadenza? E che dire, poi, del vecchio staff (Maran, Maran Jr, De Bellis e Maraner): anche loro hanno detto sì a questo taglio “di responsabilità”?

LA CASSA INTEGRAZIONE

In parte le beau geste di Zenga e della squadra ha messo in secondo piano un aspetto necessario, ma sicuramente non positivo per molte famiglie italiane in questo momento, ovvero la cassa integrazione. Giulini, infatti, oltre ad annunciare il gesto di responsabilità ha anche dichiarato che dal 1° aprile tutti i dipendenti della società sono stati messi in cassa integrazione. Chi parziale, chi integrale. Una situazione dove nessuno ha colpe, con il Cagliari che almeno formalmente è una delle primissime società a scegliere questa strada, in Serie A e non solo.

Francesco Aresu – Roberto Pinna

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