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Rolando Maran in conferenza stampa

Cagliari, un 4-0 da usare come lezione

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L’analisi del giorno dopo sulla pesante sconfitta del Cagliari all’Allianz Stadium contro la Juventus di Cristiano Ronaldo.

La sconfitta del Cagliari a Torino contro la Juventus è stata senza attenuanti, ampia nelle proporzioni e figlia di quanto visto in campo. Maran nel postpartita ha saggiamente predicato calma, richiamando l’ambiente a guardare il percorso intrapreso fino a ora e a non fermarsi alle ultime tre sconfitte consecutive. Il Cagliari, con 29 punti in 18 partite, resta al sesto posto con un vantaggio sulla settima che lascerà i rossoblù in zona Europa alla fine del girone di andata a prescindere dal risultato di sabato prossimo alla Sardegna Arena contro il Milan: un traguardo che, pur tenendo presente la flessione delle ultime gare, non può che lasciare soddisfatti società, squadra e tifosi.

CON LA JUVE ALTI E BASSI – La partita contro la Juventus è stata d’altro canto sì una sorta di umiliazione, ma nel complesso non lontana da altre finite decisamente meglio nel risultato come quella di Napoli: la ricerca del delitto perfetto, la sofferenza controllata per lunghi tratti per poi provare a colpire di rimessa, l’organizzazione difensiva contro squadre più attrezzate sono cadute di fronte al primo errore individuale dopo un primo tempo senza grossi patemi. L’esperto Klavan ha scombinato i piani con un errore da principiante, il resto è stato il crollo psicologico di chi dopo aver difeso strenuamente non aveva più energie mentali per rintuzzare i colpi di una Juventus senza pietà. Non tutti i mali vengono per nuocere nonostante il punteggio, fra le buone notizie del recupero di Olsen e dell’esordio del giovane Walukiewicz e una sconfitta prevista sulla carta a prescindere dal come sia arrivata: un Cagliari agostano, sempre in ritardo sulle seconde palle, poco lucido nelle uscite e che può solo migliorare sia fisicamente che come sviluppo del gioco nelle prossime settimane.

DIFESA E MERCATO – Infine la certificazione di interventi necessari sul mercato se si vuole sfruttare la grazia di concorrenti che sembrano non voler attaccare alle spalle il sogno europeo del Cagliari di Maran: se la Champions è sempre stata utopia, l’Europa League passa da correttivi abbastanza evidenti ed è sicuramente meglio capire i limiti oggi piuttosto che fra un mese, soprattutto alla voce esterni. Cacciatore e i suoi limiti fisici, Pellegrini e quelli mentali di chi sotto di 4 gol stacca la spina, un attacco sempre chiamato agli straordinari e il nodo Ceppitelli: un Cagliari nei piani alti passa senza dubbio dalle mosse future di Carli e Giulini senza che ci sia la tentazione di buttare il bambino con l’acqua sporca.

Matteo Zizola

 

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