Leonardo Pavoletti

Cagliari, vuoi davvero rinunciare a Pavoletti?

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Nella vita si commettono degli errori, possono essere più o meno veniali, ma quasi sempre il prezzo lo si paga in prima persona. Errare è umano e perseverare è diabolico dice un proverbio, il contraltare è che a tutti si dà sempre una seconda possibilità. A maggior ragione un’altra chance sarebbe doverosa, per non dire il minimo sindacale, quando a sbagliare è un ragazzo che ha dato tutto se stesso per il proprio lavoro e si parla di calcio – e di maglia – dimenticare il passato sarebbe ingiusto.

Se il Cagliari ha potuto disputare la stagione del centenario in Serie A, così come quella precedente, lo deve soprattutto ai gol di Leonardo Pavoletti, protagonista indiscusso nei numeri sia del primo anno della gestione Maran sia di quello precedente del duo Rastelli – Lopez. Arrivato nell’estate del 2017 sul fil di serena del calciomercato come sostituto di Marco Borriello, Pavoloso ci ha messo poco per farsi amare dall’ambiente e l’ha fatto a suon di capocciate decisive e gol che hanno scacciato i fantasmi in più occasioni. Il totale parla di 67 presenze in Serie A con la maglia del Cagliari e di 27 gol, 11 nella prima stagione e ben 16 nella seconda. Ci sono fotogrammi indelebili, reti che hanno dato ai rossoblù punti fondamentali, alcune rese ancora più importanti dal momento o dalla gara in cui sono state realizzate. Una delle squadre che sembrano aver messo gli occhi su Pavoletti è il Benevento e proprio contro i campani il numero 30 del Cagliari ha segnato due colpi testa ancora negli occhi dei tifosi. Entrambi all’ultimo respiro, il primo diede la vittoria alla Sardegna Arena, l’abbraccio con la curva a rappresentare l’inizio di un amore, il secondo fuori casa a far partire la rimonta in pieno recupero culminata dal rigore trasformato da Barella. Come dimenticare poi il gol del vantaggio a Bergamo con il Cagliari corsaro, la doppietta con cui i rossoblù ribaltarono lo svantaggio casalingo contro il Parma, il gol di Marassi contro il Genoa – uno dei pochi di piede – e quello bellissimo contro l’Inter alla Sardegna Arena. Su tutti, inutile ribadirlo, la rete salvezza di Firenze alla penultima giornata quando il baratro sembrava pronto ad accogliere il Cagliari e una sua zuccata portò i tre punti al Franchi e una salvezza che appariva chimera.
Sì, probabilmente Pavoletti nella maledetta serata che gli ha regalato il secondo infortunio al crociato ha commesso un errore, un professionista deve fare massima attenzione e come da legge di Murphy se una cosa può andare male probabilmente andrà peggio. Però quello stesso legamento si ruppe una prima volta in campo e Pavoloso provò a rientrare stoicamente portandosi in dote forse un peggioramento dell’infortunio solo per l’affetto per la maglia che indossa. Pavoletti ha forse sbagliato, vero, ma non si può dimenticare quanto i suoi gol abbiamo coperto errori altrui, della società e degli allenatori, e come grazie a lui il Cagliari abbia potuto avere una seconda (e una terza) possibilità e quanto anche lui meriterebbe maggiore riconoscenza. Ora, chissà, potrebbe attenderlo un’altra città di mare pur se Pavoletti dalla Sardegna non vorrebbe mai andarsene, anche se in fin dei conti lo Spezia potrebbe dargli quella seconda possibilità che il Cagliari sembrerebbe non volergli concedere. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico e, al netto di tutto, questo proverbio non riguarda solo Pavoletti, anzi, non lo riguarda proprio.

Matteo Zizola

 

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