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Pierluigi Carta in conferenza stampa

Carta: “Futuro Nandez? C’è una clausola, non decidiamo noi”

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Le parole del direttore sportivo del Cagliari ai microfoni di Videolina Sport dopo la sfida della Sardegna Arena contro l’Inter.

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Dopo aver ricordato lo scomparso Amedeo Baldizzone (“Ci uniamo al dolore della famiglia, a nome di tutto il club”), Carta ha subito analizzato la gara contro l’Inter: “Pensiamo che sia un risultato immeritato, volevamo dare continuità di risultati dopo il secondo tempo contro lo Spezia e la grande prestazione di Verona. Volevamo dare un segnale forte e l’abbiamo dato per larghi tratti della gara, i ragazzi hanno dato tutto ma contro le grandi gli errori li paghi. A prescindere dall’avversario dobbiamo essere bravi a gestire i momenti, in questo dovrà essere bravo il mister, ma fa parte del percorso che abbiamo avviato in estate. Fa male perdere, anche perché l’ambiente era consapevole che si potesse far bene”.

Esame di maturità non superato? “Non dobbiamo essere schiavi del risultato, ma dobbiamo essere bravi a portare avanti il binomio risultato-prestazione: non può essere questa la prova di maturità, ma è certamente una tappa che servirà a migliorarci. La squadra sta dimostrando i suoi valori gara dopo gara, pensiamo di essere sulla buona squadra: oggi abbiamo dimostrato di essere cresciuti rispetto a inizio campionato, con buone trame. Poi dobbiamo migliorarci certamente, capire dove intervenire: se in Serie A non percepisci il rischio, vieni punito. Oggi probabilmente abbiamo pagato questo”.

Col senno di poi, sarebbe stato meglio affrontare l’Inter con la pancia piena dopo la Champions? “Non saprei, ma volevamo che il Cagliari scendesse in campo con il piglio giusto ed è successo. Sono soddisfatto perché abbiamo preso gol solo al 77′, siamo stati bravi a soffrire e a stare in partita per lunghi tratti. Dobbiamo ripartire dalle tante cose fatte bene oggi”.

Un Di Francesco meno integralista di quanto ci si aspettasse: “Penso che faccia parte della crescita di un tecnico il mettere in discussione il suo credo. È arrivato qua perché eravamo convinti che ci potesse dare tanto, perché è in grado di leggere i vari momenti di una partita e gestire le difficoltà. Ha scelto di passare al 5-3-2 e per me ha fatto bene, ma non penso che il risultato sia arrivato per via del cambio di modulo. La linea verde comincia a pagare? Mi fa piacere perché è lo specchio della nostra filosofia da inizio stagione: la prestazione non è casuale perché c’è una progettualità dietro, si è visto oggi ma ancora di più da quanto visto a Verona. Alla base di tutto questo c’è tanto lavoro”.

Sul gol di D’Ambrosio ed eventuali polemiche: “Faccio una considerazione tecnica: in questo caso arriviamo in ritardo sullo schema dei giocatori dell’Inter e penso che questo non rispecchi tutto quello che facciamo in settimana. È un errore commesso perché non siamo stati bravi a sporcare la palla, probabilmente stavamo pensando ancora al gol subito. Pochi falli fatti un limite? Dipende dall’interpretazione, ma fa parte sempre di un percorso di crescita: chi è più esperto riesce a gestire meglio questo aspetto”.

Mercato: che strategie seguirà il Cagliari? “Intanto giochiamo queste 4 gare, poi vedremo. Abbiamo una squadra competitiva con una base solida, abbiamo fatto i giusti innesti su una base di valore: sicuramente in ingresso qualcosa andrà fatto, ma è prematuro fare dei bilanci per capire dove intervenire o meno. Non sarà la classifica a determinare le mosse: le scelte andranno fatte razionalmente e con cognizione di causa, a prescindere dai punti. Siamo convinti di aver fatto un mercato interessante, interverremo solo nell’ottica della nostra filosofia”.

Questione Nainggolan: “Mi riaggancio alle parole del presidente: siamo in un periodo di grande incertezza, non bisogna fare voli pindarici. Il Cagliari deve esistere oggi e pure tra dieci anni, perché i bilanci sono fondamentali. A ottobre non c’erano le condizioni perché Radja arrivasse qui: è chiaro che ci leghi un affetto particolare, ma l’aspetto economico non può esser messo in secondo piano. Di Francesco non si è rassegnato? È chiaro, un giocatore così farebbe comodo a chiunque: un top player che sarebbe perfetto per noi e per altre squadre, ma il momento è particolare per tutti e non possiamo considerare questi aspetti. Se facessi un bilancio oggi non sarei coerente con quanto detto quest’estate. Il Cagliari è una squadra ringiovanita e di tanto, l’obiettivo è crescere e creare un’identità forte.

Sui singoli: Nandez non lo mandiamo via e non lo mettiamo sul mercato, ma c’è una clausola e noi non siamo artefici del suo destino. È un giocatore importantissimo e lo ha dimostrato in tante gare, ma esiste la clausola e non siamo padroni di quel che succederà. Sottil lo abbiamo preso perché funzionale alla nostra filosofia, è un giocatore che si trova molto bene qui, si è ambientato e vedremo a fine stagione cosa succederà: siamo contenti che stia confermando le nostre aspettative, ma è chiaro che se dovesse continuare così ci metterebbe in difficoltà nell’esercitare la clausola di opzione. Ceppitelli è un anno che non gioca titolare perché qualche compagno gli ha rubato un po’ di terreno, ma è un professionista esemplare e se dovesse essere utile mister e club non hanno nulla contro un suo utilizzo: non è stata presa ancora nessuna decisione in merito, il campionato è lungo e gennaio si avvicina, valuteremo il suo futuro”.

Sugli esterni e le richieste di DiFra: “Non si è parlato in particolar modo di questo col mister, abbiamo fissato le prossime partite come data per discutere di mercato: vedremo il 4 gennaio quali saranno le esigenze reali, il mister è molto obiettivo e finora non si è mai lamentato. C’è una fortissima unità di intenti tra lui e la società, poi valuteremo eventuali richieste per ruoli specifici”.

Sul divario big-squadre di mezza classifica dovuto ai 5 cambi: “Fare una lobby con le provinciali? No, non è un nostro sentimento. Avere 5 cambi è un’opportunità, non uno svantaggio, perché aumenta concorrenza e possibilità di aumentare il valore dei giocatori. Il Covid sta creando uno scompiglio generale nel calcio, ma soprattutto per quanto riguarda l’assenza di pubblico: se oggi avessimo giocato con uno stadio pieno, penso che questo potesse essere determinante a nostro favore. Però non penso che i 2 cambi in più possa determinare a livello economico”.

Sulla sfida al Parma: “Il turnover lo stiamo facendo, al di là dell’avversario dobbiamo usare sempre l’approccio giusto alle gare: dobbiamo essere bravi a non sottovalutare gli avversari e mettere in pratica quel che facciamo bene durante gli allenamenti”.

Valutazione di Walukiewicz e Carboni: “Sotto l’aspetto economico non saprei quantificarlo, ma è un forte segnale all’ambiente, che va in scia con la nostra nuova filosofia portata avanti anche grazie a un mister come Di Francesco. Penso che ora non sia neanche corretto dare una valutazione economica, perché sarebbe parziale: è chiaro che oggi la cosa più difficile è riuscire a gestire i giovani con equilibrio, ma noi ci stiamo riuscendo, passando anche da valutazioni non affrettate”.

Sulla sua carriera nel Cagliari: “Mi son fatto trasportare dalla passione, sono state scelte di vita fatte con cognizione di causa. È una vita fatta di tante rinunce, ma non ho pentimenti. Penso con tanta umiltà di aver meritato di essere qua, l’obiettivo è di rimanerci il più a lungo possibile. Vorrei conquistare la fiducia anche dei miei conterranei, oltre a quella del mio club”.

 
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