Castro, Cagliari e Maran: rapporto al capolinea?

Eroe a Napoli, disperso a Milano. La stagione di Lucas Castro era iniziata nel migliore dei modi con una rete importante al San Paolo che aveva aperto le porte ai sogni europei dei tifosi rossoblù. Da lì in poi però il talentuoso giocatore argentino si è perso. Un po’ come successo la scorsa stagione.

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Questa volta però la colpa non è di un grave infortunio come nel passato campionato. È vero, il Pata ha avuto anche in questa Serie A alcuni fastidi muscolari che ne hanno condizionato le prestazioni e le presenze però qualcosa sembra essersi rotto nel rapporto tra l’ex Chievo e il modo di giocare del Cagliari. Castro non è più imprescindibile e anche quando ha avuto le opportunità da titolare o da subentrato non ha quasi mai fatto la differenza.

Il ruolo di Castro: Come mai tra Cagliari e l’argentino non è più un amore da rose e fiori? Le ragioni possono essere molteplici. Consideriamo per primo l’aspetto fisico. Recuperare da un infortunio importante, a 30 anni, non è come farlo a 20. In più i lunghi problemi al ginocchio portano sempre degli strascichi con una condizione che fatica a tornare perfetta in una sola stagione. In secondo luogo va valutato l’aspetto tattico: il Cagliari di quest’anno è diversissimo dal passato. L’anno scorso Castro faceva la differenza da unico trequartista, quest’anno spesso quando è entrato in campo, dovendo giocare con un altro di fianco, ha un po’ faticato a trovare la propria dimensione in campo. Non a caso anche a livello di minuti il suo rendimento in campo sia calato molto. Maran al momento ha meno bisogno tatticamente di lui. Certo, Castro in forma resta una pedina importante per spaccare le partita, specie a gara in corso.

I malumori del Pata: L’aspetto tattico ci collega a quello umorale. Castro ha perso di fatto la titolarità da quando Maran ha virato su Joao-Nainggolan alle spalle di Simeone per le soluzioni offensive. Passare da uomo della provvidenza di Napoli a alternativa di lusso ha il suo peso a livello psicologico. Specie se il rapporto con l’allenatore è forte come nel caso di Castro con Maran. Non a caso le voci sui malumori di Castro hanno iniziato a circolare da alcuni giorni in casa Cagliari. Malumori tra giocatore e tecnico che si sarebbero palesati anche negli allenamenti successivi alla gara con l’Inter in preparazione a quella di Brescia e che avrebbero aggiunto peso a una sua non convocazione per la sfida alle rondinelle. Maran in conferenza ha detto che, visto anche il momento, non si può andare a una trasferta delicata come quella di Brescia con ragazzi che non sono pronti al 100%. Il riferimento, nel caso di Castro, è sicuramente alla non buona condizione fisica ma sicuramente un piccolo sprone il tecnico all’argentino lo avrà voluto dare anche dal punto di vista mentale.

Il futuro di Castro: Essendo in pieno mercato dopo il quadro descritto è lecito porsi una domanda: il futuro di Castro sarà ancora al Cagliari? Nelle ultime ore sono allungate alcune voci di mercato sull’argentino, soprattutto sponda Genoa. Va detto comunque che al Cagliari la partenza di Castro peserebbe negli equilibri dei ricambi in fase di costruzione e attacco. Maran in rosa non ha un giocatore duttile, tecnico e imprevedibile come il Pata in panchina. In più una partenza di Castro bloccherebbe di fatto le uscite a centrocampo, con le voci sulle valige di Ionita e Birsa che hanno alimentato fin qui il mercato rossoblù. A meno che la società non decida di fare una piccola rivoluzione a centrocampo vendendo più di una delle alternative di Maran a CIgarini, Rog e Nandez e comprando due giocatori in questo ruolo.

Roberto Pinna

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