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Champions amara, energie allo stremo: quel che resta della Dinamo Sassari

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Con un po’ di orgoglio difensivo, la Dinamo ha evitato di subire ieri contro Nymburk l’ennesimo centello. Ma la media dei punti subiti di questo difficile riavvio dopo la quarantena è impietosa: 96 a partita, contando anche la vittoria contro Cremona. Contro i quasi 84 punti segnati di media. Ma si può davvero giudicare una squadra in queste condizioni?

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La risposta viene proprio da Nymburk: è in Repubblica Ceca che alcuni giocatori della Dinamo hanno contratto il Covid, e una pausa simile ha dovuto affrontarla anche la squadra boema. Con la differenza che Nymburk con molta probabilità concluderà il girone in testa alla classifica e si è già assicurata, con merito, un posto in final eight. Problemi simili, risultati diversi. Pur tenendo in conto che la Dinamo doveva fare i conti con il reinserimento di Bendzius e con gli acciacchi di Kaspar Treier. Molti tifosi e osservatori se ne sono accorti: con una rosa di questo tipo, forse si poteva rinunciare alla competizione europea, o fare scelte drastiche come quella del Pinar Karsiyaka, che nell’ultima in campionato ha scelto di mandare in campo i ragazzi delle giovanili contro il Fenerbahce, e poi ieri ne ha dati 20 a Brindisi, eliminandola dalla Champions. È un destino amaro, quello delle italiane nella massima competizione della Fiba, da quando la Virtus ha vinto il torneo nel 2019 e ha deciso di migrare nell’universo Uleb, puntando dritta all’Eurolega e causando parecchi malumori politici: li hanno pagati anche Sassari e Brindisi, derubata ad Holon nella penultima partita? Ieri intanto è arrivata la prima vittoria della Virtus in casa contro Kazan e la finale di Eurocup sembra a portata di mano.

Contro Nymburk Gianmarco Pozzecco non ha voluto sentir parlare di turnover, né di Chessa o di Gandini in campo. Ha tutto sommato spalmato il minutaggio tra i nove della rotazione, dando un po’ di fiato a Bilan (ma aveva quattro falli), ma imponendo un altro tour de force a Burnell, in campo per 30′. Dalla tribuna stampa ieri si commentava: “Jason sembra un centro di 2 e 15 che fa fatica a cambiare metà del campo dopo ogni azione”. Discorso a parte per Katic e Spissu, che contro la Virtus sembravano in palla ma dalla seconda partita iniziano ad accusare il lungo stop. Happ è stato tra i migliori ma ha giocato appena 18′. Non è un caso che Chessa (4′) e Treier (13 punti in 19′) siano stati gli unici a chiudere la gara con un plus/minus positivo. Le nostre sono domande lecite, ma a fare i conti con la mancanza di allenamenti sono proprio Pozzecco e Boccolini, che devono provare a ridare il ritmo del campo a un gruppo che finalmente può ricominciare a costruire gioco e intensità difensiva.

Con una mentalità più pragmatica, Bamberg scenderà in campo a Sassari a ranghi ridotti, e l’unica vera curiosità è il ritorno in città di Michele Vitali, a cui alcuni tifosi vorrebbero ancora rivolgere delle domande dopo l’addio a sorpresa dell’anno scorso. Contro i tedeschi il Poz potrebbe finalmente allentare la pressione. Se potessimo consigliarlo, gli diremmo di lasciare lontani dal Palazzetto Burnell, Bilan e Stefano Gentile, perché domenica si gioca contro Treviso e i tifosi, seppur tenuti a distanza per tempi indefiniti, vogliono ancora vivere ancora qualche emozione durante i playoff.

Nicola Accardo

 

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