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Confuso e infelice: cosa sarà del progetto Cagliari?

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Minuto 75′ di Milan-Cagliari 4-1. Fuori Strootman, fin qui nome di spicco del mercato rossoblù, e dentro Diego Farias. Assenza di alternative nel reparto e voglia di dare spinta offensiva alla squadra, e così Semplici dopo due anni e mezzo ha riproposto il Mago brasiliano in maglia Cagliari. Ultima presenza il 26 gennaio del 2019, 45 minuti nella sconfitta 3-0 contro il Sassuolo, in trasferta, alla ventunesima di campionato.

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Confusione
Non ce ne voglia Diego Farias, che con le sue prestazioni in campo nelle ultime due stagioni ha fruttato alle casse rossoblù 6.2 milioni di euro. Di più di alcuni profili in teoria maggiormente chiacchierati dalle parti di Asseminello. Dicevamo, non ce ne voglia Farias ma una sostituzione a San Siro come quella del brasiliano dà il senso e fa da simbolo allo stato di apparente confusione nella programmazione, al momento, all’interno del progetto isolano. La pandemia rappresenta un alibi per tutti a livello di nuova organizzazione e possibilità in sede di trattativa, ma è anche una sfida. Chi saprà reagire meglio potrà approfittare degli spazi che il mercato più assurdo degli ultimi anni lascerà anche in classifica.

Recap
In attesa delle ultime ore di scambi e trattative dove i sardi proveranno a dare maggiore struttura alla rosa, come chiesto d’altronde anche da Semplici nelle ultime settimane, fin qui l’estate del Cagliari è stata di difficile interpretazione. Pronti via e alla prima conferenza stampa utile il direttore sportivo Stefano Capozucca ha messo alla porta Diego Godin: “Il Cagliari non può permettersi il suo ingaggio”. Alla fine però il Faraone è rimasto ed è il titolare di una difesa a tre, che non sembra metterlo pienamente a proprio agio come mostrato anche nel 4-1 a Milano con i rossoneri. O come nella scorsa stagione. Nella stessa conferenza Capozucca ha ribadito la volontà di prolungare il contratto con due “uomini” come Ceppitelli e Deiola. Ma anche in questo caso la firma sul rinnovo è arrivata solo dopo un lungo tira e molla, e con Deiola, ora titolare di questa rosa, si è rischiato anche lo scontro e lo strappo sul mercato.

Da Nainggolan alle cessioni

A pochi giorni dal ritiro in Val di Pejo poi Capozucca provò a dare una quadra su uno dei tormentoni dell’estate rossoblù come Radja Nainggolan:Spero di averlo in rosa già da prima della partenza per il Trentino”. Però il Cagliari, anche con il Ninja da svincolato, non ha trovato l’accordo economico per un ritorno a titolo definitivo. Un paso doble che ha caratterizzato tutto il mercato. Tanti gli obiettivi inseguiti ma non centrati, anche in caso di svincolati. Necessità economiche che hanno portato a un continuo braccio di ferro e prove di forza con calciatori e altri club che fin qui non hanno dato particolari frutti. Anche sul fronte delle cessioni il Cagliari non è riuscito a muoversi con programmazione e ora l’acqua alla gola alla voce possibilità d’acquisto è data anche da alcune mancate partenze. Cragno, messo in vetrina forse troppo presto, non ha ricevuto le offerte sperate dal club. E lo stesso Simeone, pagato 15 milioni, ha portato in dote un solo milione andando al Verona, in teoria diretta avversaria o quasi, in prestito. Per non parlare poi della diatriba messa in piazza con Nandez. In un gioco di domanda e offerta che è la base anche del più piccolo dei commercianti che fa sì che un giocatore messo alla porta con il cartello vendesi sia meno predisposto a portare delle proposte economiche vicine alle alte aspettative iniziali.

Roberto Pinna

 

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