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Dalla salvezza a un nuovo inizio: questo Cagliari è più forte dell’anno scorso?

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Una salvezza tranquilla, lontana dai patemi del recente passato partendo da quanto di buono fatto nel mini campionato dell’impresa. L’obiettivo del Cagliari 2021-22 è noto, per raggiungerlo il timone è rimasto nelle mani di Semplici che dovrà condurre la squadra verso il porto sicuro.

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Punto di partenza
Cragno, Ceppitelli, Godín, Carboni, Nández, Marin, Deiola, Nainggolan, Lykogiannis, Joao Pedro, Pavoletti. L’undici che ha reso possibile l’impossibile, che in quel di Benevento ha messo la ciliegina sulla torta di una salvezza fino a poche settimane prima utopica. E, guardando proprio alla formazione tipo con Semplici in panchina, non è cambiato poi così tanto con il mercato che si avvia alla conclusione nelle prossime ore. Almeno nell’undici titolare, quello del campo piccolo da guardare nei quotidiani che presentano la stagione. Due i cambi sostanziali, con Dalbert che prende il posto di Lykogiannis, comunque confermato, e Strootman quello di Radja Nainggolan, la vera incompiuta dell’estate rossoblù. E forse è proprio qui il problema nella costruzione della rosa che verrà, un mini torneo a doppia velocità che ha illuso la società di poter raggiungere, con grossomodo gli stessi uomini di punta, l’obiettivo della salvezza tranquilla.

Coperta corta
Il problema, se di problema si tratta, arriva quando si scorrono i ricambi dei titolarissimi. Partendo dalla porta, ruolo nel quale al posto di Vicario passato all’Empoli in prestito è stato portato in Sardegna Radunovic. Da un secondo di sicuro affidamento a un’incognita, non tanto per le qualità tecniche dei due giocatori, quanto per la lontananza dai campi del serbo ex Atalanta, foriera di difficoltà che sono risultate abbastanza evidenti già contro il Milan. In difesa, guardando al quadro generale, è cambiato di fatto pochissimo. Perché, alla fine dei conti, alle uscite di Klavan e Rugani sono corrisposte le entrate di Altare e Caceres, con Walukiewicz ancora una volta nel ruolo di riserva un tempo di lusso, oggi punto interrogativo. Nella linea a cinque di centrocampo l’ago della bilancia è stato l’infortunio di Rog. Il rientro del croato era atteso come un nuovo acquisto, il nuovo lungo stop ha portato il Cagliari a puntare su Alberto Grassi come suo sostituto. Detto di Strootman in luogo di Nainggolan, la novità potrebbe essere rappresentata dal ritorno di Nández tra gli interni. Con il León ancora in Sardegna l’asticella dei giudizi sull’operato della società rossoblù si alzerebbe, al contrario la perdita aprirebbe ben altri discorsi. Oliva di rientro dal prestito prende di fatto il posto di Duncan, mentre sugli esterni è in arrivo Bellanova come vice Zappa – in pratica al posto di Nández sia che parta sia che resti – e Dalbert ha preso il posto di Tripaldelli. Il rientro di Faragò riempie il posto lasciato libero da Calabresi, anche se l’ex Novara sarà out per infortunio ancora per qualche settimana.

Incognita attacco
Il Cagliari dunque ha, a grandi linee, impostato sia in difesa che a centrocampo una rosa sulla stessa falsariga dello scorso campionato. Resta il nodo del reparto offensivo che, dalla trequarti alle vere e proprie punte, ha necessità di innesti come ricambi di Joao Pedro e soprattutto Pavoletti. Confermato Pereiro, tornato alla base Riccardo Sottil, mancano i sostituti di Simeone e Cerri. Sempre che, viste le difficoltà riscontrate sul mercato – da Scamacca a Manaj come esempio – non si decida di puntare su Ceter come rimpiazzo del centravanti parmense passato in prestito al Como e del redivivo Diego Farias al posto del Cholito. Le valutazioni sull’operato della società di Via Mameli andranno fatte dopo il fischio finale delle trattative, anche perché Capozucca ha negli ultimi minuti del mercato il suo campo di battaglia preferito. Una volta che le bocce saranno ferme si potrà capire quanto e come la rosa della passata stagione sia stata migliorata o meno, con due temi a farla da padroni: la permanenza o i saluti di Nahitan Nández e il centravanti di riserva al posto di Giovanni Simeone. Da questi due fattori dipenderà tanto del futuro da qui a gennaio, sarà poi compito di Leonardo Semplici preparare il Cagliari migliore con gli ingredienti rimasti in dispensa.

Matteo Zizola

 

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