Antonio Dario

Dario: “Il calcio a 5 sardo sta bene, ma manca una squadra traino”

L’avvocato veneto Antonio Dario è uno dei candidati alla presidenza della Divisione Calcio a 5: lo abbiamo intervistato in occasione della sua tappa in Sardegna per capire quale sia lo stato di salute della disciplina e le sue idee di promozione.

Antonio, al termine di questi due giorni in giro per la Sardegna, che quest’anno esprimerà il record di squadre nei campionati nazionali, quali sono le sue impressioni sulle società sarde?

Il dato delle iscritte sarde rispecchia quello nazionale, ossia un aumento. Il segnale è certamente positivo, ma come ho detto in generale per la situazione nazionale è necessario che questo patrimonio vada preservato e curato. Mi riferisco in particolare alle nuove società (di serie B maschile e serie A2 femminile) che si approcciano al campionato nazionale in una situazione peraltro di emergenza come questa post Covid, che porta con sé incertezze di varia natura. Se le società comprenderanno l’opportunità di affrontare questa stagione ricorrendo alle forze di casa con il proprio settore giovanile è giusto e lungimirante da parte della Divisione calcio a 5 istituire un fondo premialità per quelle che meglio svilupperanno l’attività giovanile. Così come un fondo perequativo per realizzare una diversa ridistribuzione degli oneri di trasferta, che è uno dei temi più sentiti per le società isolane e per quelle delle regioni agli estremi dello stivale.

Il calcio a 5 ancora non trova uno spazio fisso nei quotidiani regionali, nonostante l’ottima riuscita di una trasmissione televisiva settimanale, come mai?

L’iniziativa della trasmissione mi risulta sia stata molto positiva e apprezzata dalle società e mi sorprende sentire che la stampa locale non ne abbia sentito l’eco. Del resto come si può non considerare che forse nell’isola il calcio a cinque è oggi lo sport che esprime il maggior numero di squadre nazionali e che quindi rappresenta nel paese lo sport che meglio identifica la Sardegna? Purtroppo manca una squadra traino che calchi il palcoscenico della serie A maschile, certamente quello di maggior richiamo. Spero che quella femminile sappia per il momento sopperire a questa mancanza e che nel prossimo futuro possa approdare al massimo campionato anche una compagine maschile. Ho raccolto buoni propositi da qualche presidente e progetti seri che fanno ben sperare e sono certo che a breve anche questo vuoto sarà colmato.

Lei è in campagna elettorale già da qualche settimana ma ancora non si conosce la data delle elezioni, quando si voterà?

Il dato normativo certo è che la reggenza del vicepresidente vicario ha una scadenza perentoria di 90 giorni dalle dimissioni del presidente, per indire l’assemblea elettiva. Una questione di opportunità evidente è quella di farle coincidere con le elezioni per il rinnovo del mandato quadriennale e le due cose ben si conciliano anche nel prossimo mese di settembre, a mio avviso. Sarebbe impensabile per il corretto funzionamento della Divisione ed anche rischioso per l’attuale reggente assumersi responsabilità in regime di gestione ordinaria per il periodo successivo ai 90 giorni.

Chi sarà il prossimo presidente della divisione e le prime 3 azioni che dovrà fare?

1) Riportare serenità e fiducia attraverso il dialogo istituendo immediatamente le consulte di categoria; 2) dare un chiaro segnale di una gestione trasparente nei conti e nel rispetto delle regole; 3) fare censimento di tutte le strutture sportive esistenti in Italia, soprattutto nelle scuole da dove partire per progettare il futuro.

Andrea Ferrari

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