Dei: “Cragno merita l’Europa, magari a Cagliari”

Riportiamo alcuni stralci delle dichiarazioni dell’ex preparatore dei portieri del Cagliari, intervenuto alla nostra trasmissione “Linea 131”.

Rivalità Olsen-Cragno? “Per Alessio sono un po’ di parte, perché è cresciuto con me: è una grande soddisfazione sapere quanto è cresciuto, quando è arrivato a Cagliari ci credevamo solamente io e il presidente Giulini. Aveva qualità e gli abbiamo restituito fiducia, che per me era quello che gli mancava. Aver lavorato su questo e poi il prestito in B ha dimostrato che è veramente un portiere di livello: è stato penalizzato in alcuni aspetti, come sul pregiudizio che il portiere deve avere una grande altezza. La scelta del club di andare su Olsen è stata azzeccata, e sono stato subito d’accordo: ha dimostrato con le sue prestazioni di essere un valore aggiunto per la squadra. Nel ruolo del portiere la rivalità va bene, ma fino a un certo punto: vedere in campo Olsen con la Roma mi è sembrata una bocciatura per Alessio. Un’esperienza all’estero per lui? Ma no, deve rimanere in Italia, abbiamo la fortuna di avere una grande scuola di preparatori, che ci invidiano dappertutto: a Cagliari ha trovato una situazione familiare e questo l’ha aiutato, ma ritengo che Alessio possa fare parte di una squadra che possa lottare per le coppe europee, che speravo potesse essere il Cagliari, visto l’inizio di stagione. Convocazione all’Europeo? Quando potrà tornare a pieno ritmo, sicuramente Cragno dimostrerà di poterci stare, perché non giocare per lungo tempo l’ha penalizzato: ci sono tanti portieri in grado di fare bene, da Meret a Silvestri e Gollini. Ma il migliore attualmente rimane Sirigu”.

Sul biennio di Rastelli: “Al di là del primo anno di B che abbiamo vinto, penso che il 2016-17 sia stato straordinario: fare 47 punti non è facile, ma il risultato è stato offuscato dalle troppe goleade subite, dovute anche alla nostra mentalità sbarazzina. Nel secondo anno di A quando Massimo è stato esonerato dopo 4 sconfitte consecutive, io ho proseguito a lavorare con Diego Lopez, ma devo dire che si trattava di una squadra più debole. È stata un’annata tribolata, dove abbiamo strappato un’importantissima vittoria a Firenze che ha evitato una retrocessione che sembrava certa. Quell’anno, a mio parere, è stato prezioso per la società perché ha fatto tesoro dell’esperienza: avevamo una squadra poco attrezzata, tanto che negli anni successivi la qualità del Cagliari è migliorata, soprattutto a oggi. Si sa che quando si alzano le aspettative diventa più difficile, ma non mi sarei aspettato che dopo una partenza così ci potesse essere un periodo così lungo senza risultati positivi”.

Su Zenga e Gianni Vio: “Walter da portiere ha fatto la storia, ma da allenatore ha comunque una carriera importante: ora ha l’opportunità di riscattare un’annata sfortunata come l’ultima a Venezia, per dimostrare quanto vale. Gianni è famosissimo per i calcio piazzati offensivi, ma è importante anche una figura che curi anche quelli difensivi: è chiaro, però, che chi dovrà difendere contro il Cagliari ci metterà ancora più attenzione”.

Su Rafael e Joao Pedro, anima brasiliana dei rossoblù: “Se Rafa avrà voglia e stimolo potrà diventare un ottimo allenatore dei portieri: è un ragazzo metodico, preciso e scrupoloso nel seguire il corpo e l’alimentazione. Se seguirà questa strada diventerà un ottimo preparatore, anche perché unirebbe la scuola italiana a quella brasiliana. L’annata di Joao? Dovrebbe essere la normalità per uno dalle sue qualità: è un ragazzo splendido, a volte è un po’ troppo permaloso (ride, ndr) e va coccolato. Ma nel nostro primo anno di Serie A insieme abbiamo fatto 47 punti senza di lui e Ionita, poi l’anno successivo ha avuto quella sfortunata storia col doping. Sono situazioni dove devi sapere reagire e lui l’ha fatto”.

Un giudizio su Vicario, estremo difensore rossoblù in prestito al Perugia: “È un portiere che avevo già seguito in passato: inizialmente mi aveva sorpreso nella sua esperienza a Venezia, ma nella seconda parte della stagione scorsa ho notato una tendenza a non riuscire a reagire bene a qualche errore commesso: può darsi sia solo una questione casuale, anche perché a Perugia sta dimostrando di essere un portiere di buona qualità, anche se deve migliorare un po’ sulle palle alte”.

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